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La deriva meridionalista di Silvio Berlusconi

La deriva meridionalista di Silvio Berlusconi
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Silvio Berlusconi decide che Guido Bertolaso sarà il candidato unico di Forza Italia alle Amministrative di Roma di domenica 5 giugno e non realizza l’alleanza con la Lega Nord di Matteo Salvini e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.
Scelta oscura se l’obiettivo è vincere: perché è evidente che l’unione fa la forza e vale la regola (in questo caso applicata al contrario, ciò a vantaggio del centrosinistra) “divide et impera”. Per giunta la decisione dell’ex Cavaliere determina una divisione anche all’interno di Forza Italia.
 Dispiace se fosse vero che a dettare la scelta sia il cosiddetto “cerchio magico”, costituito da Francesca Pascale, fidanzata di Berlusconi, e da Maria Rosaria Rossi, tesoriera di Forza Italia: da che mondo è mondo, è segnale negativo se i familiari del leader decidono per lui.
Dispiacerebbero anche presunti contenuti razzisti della motivazione di non allearsi con la Lega Nord. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera del 24 aprile,  sull’ account Instagram della Pascale sarebbero stati pubblicati post come “Mi raccomando meridionale, dammi il tuo voto” (frase attribuita a Salvini) e quello rivolto a Salvini: “Inginocchiati ai meridionali, troglodita”.
E’ evidente che quando Silvio Berlusconi fondò nel 1994 Forza Italia, già dal nome si capisce, aveva come punto programmatico l’unità nazionale, valore con cui contrastano i post della Pascale. E’ anche vero che gli italiani sono culturalmente e razzialmente diversi, ma vale la regola che i signori sono coloro che parlano come un libro stampato, a prescindere dal luogo di nascita.