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Governo, Berlusconi ci ripensa: “Mai dato ultimatum a Letta”

Governo, Berlusconi ci ripensa: “Mai dato ultimatum a Letta”


 

video mediaset berlusconi

Nega l’ultimatum al Pd e all’esecutivo. Cambia registro e, dopo aver firmato i referendum dei Radicali dice: “Il governo deve continuare sta facendo cose egregie”. Dopo l’affondo di ieri, “se decado da senatore va a casa”, Silvio Berlusconi oggi frena e manda un messaggio di tregua ai suoi e ai Democratici. “Ho letto di un ultimatum, secondo il quale io avrei detto che se mi fanno decadere allora farò cadere il governo. Non è così”, assicura il Cavaliere. “‘Ricordo che questo governo è stato voluto fortissimamente da me, e sono convinto che l’Italia abbia bisogno che il governo continui a governare”, ha affermato.  “E addirittura – ha aggiunto – non sono d’accordo con certe critiche perché questo governo sta anzi facendo cose egregie”. Poi lascia un po’ il freno e si lancia a commentare: “E’ assurdo che una forza democratica resti al tavolo del governo se gli si sottrae il leader. Spero che il buon senso prevalga nella testa di chi è preso dalla voglia di eliminare un avversario politico“.

Non risparmia invece ai giudici “rossi” i soliti attacchi. “Non c’è nulla da fare se c’è un pregiudizio politico nei giudici – dice – sono in questa situazione per colpa di una parte della magistratura, Magistratura Democratica. Ho 41 processi alle spalle nei quali non sono riusciti ad arrivare ad alcuna condanna, così hanno deciso di avvalersi di un’altra strategia, sono diventati i padroni di tutti i collegi che mi hanno giudicato. Le condanne solo esclusivamente politiche, infondate e ingiuste, tese a un disegno preciso, eliminare l’ostacolo Berlusconi”.

L’affondo è partito dopo Silvio Berlusconi ha ufficialmente ‘sposato’ la causa dei Radicali per la riforma della giustizia, non limitandosi a un appoggio politico ma letteralmente, mettendoci la faccia. Anzi la firma. Così, il leader Pdl si è recato personalmente a sottoscrivere i quesiti preparati dai radicali “per una giustizia giusta”. Berlusconi ha scelto per l’occasione il tradizionale banchetto per le firme allestito dal partito di Marco Pannella a Largo di Torre Argentina, cioè a un passo dalla storica sede Radicale e altrettanto vicina a Palazzo Grazioli. E il Cavaliere è giunto accompagnato dal leader dei Radicali con il quale ha avuto un nuovo colloquio – ieri mattina si era intrattenuto a lungo in casa Pannella – questa volta nella sua residenza.

Firmo non solo i sei referendum sulla giustizia, che sono sacrosanti, ma anche tutti gli altri su cui non sono d’accordo, voglio affermare il diritto dei cittadini italiani a poter dare il loro voto, sì o no, su dei problemi“, ha detto il leader del Pdl.