
Legalità e lotta alla corruzione: il giorno dopo la direzione Pd, Pier Luigi Bersani passa all’azione e spinge il suo programma per un governo di minoranza, presentando il primo degli otto punti del suo piano. Nel pomeriggio poi ha incontrato il premier Mario Monti (che ha invitato anche gli altri leader Silvio Berlusconi e Beppe Grillo) per uno scambio di opinioni sull’Ue in vista del Consiglio europeo del 14 marzo.
Bersani e Monti, chiarisce una nota di Palazzo Chigi, “hanno esaminato il modo per l’Italia di orientare le politiche dell’Ue in favore di una maggiore attenzione alla crescita, all’occupazione e alla dimensione sociale della crisi, tenendo conto delle specificità nazionali”. Hanno inoltre “discusso delle priorità che dovranno essere al centro del programma nazionale di riforme, che dovrà essere presentato dall’Italia entro il mese di aprile”.
“Tocca a noi fare una proposta, che non è una pretesa e tantomeno una mia pretesa, ma un dovere”, ha spiegato Bersani in conferenza stampa parlando del suo programma, affermando che “è un dovere di responsabilità per il Pd dire attraverso quale via può essere avviata la legislatura e data governabilità al Paese”.
Le otto proposte del Centrosinistra per il governo del cambiamento “sono troppo poche rispetto a un programma di legislatura e di governo. E’ ovvio. Ma per noi sono un inizio per la legislatura”. E così il Pd vuole partire da lotta alla corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, autoriciclaggio, falso in bilancio e scambio elettorale . “Sono norme – sostiene Bersani – che non riguardano solo il grado di civismo, ma l’economia. E’ il punto più cruciale: un paese che vuole tornare a crescere non può essere al 72/mo posto nella classifica dei paesi più corrotti.Non è vero che con l’onestà non si mangia, con l’onestà si mangia e si beve”.
