La recente scissione del Pd guidata dal duo Speranza – Bersani e con D’Alema leggermente dietro le quinte è stato un grande favore fatto a Grillo e al suo Movimento e questo per due motivi.
Il primo è di tipo banalmente aritmetico e cioè è ovvio che il Pd perde voti e quindi si rafforzano gli avversari e cioè i Cinque Stelle come puntualmente confermato ieri dal sondaggio di Pagnoncelli.
Il secondo è che gli scissionisti come primo loro atto hanno appoggiato Grillo.
Conoscendo la mentalità comunista e pragmatica c’è poco da meravigliarsi, anche Togliatti faceva così.
Tuttavia le esternazioni di ieri di Pierluigi Bersani hanno lasciato molto perplessi perché non è possibile piegare all’interesse personale e partitico qualsiasi idea politica.
Bersani è ripartito di metafora come fa spesso definendosi “da uova e da latte” e cioè, come poi ha spiegato ai sbigottiti compagni di Campobasso, che cosa significasse il nuovo arcano agreste.
“Risale alla tradizione contadina delle mie parti. Ha a che fare con le sardine. Femmine e maschi hanno un sapore diverso: nelle prime prevale il gusto delle uova, nei secondi quello del liquido bianco seminale. Capite? Vuol dire che sarei disponibile a tutto”.
Che Bersani fosse “disponibile a tutto” nessuno l’ha mai nesso in dubbio però anche in questi tempi di volgarità ostentata un poco di reticenza non farebbe poi male se non altro per non lasciare il campo a facili battute di qui ne il Pd né gli esuli hanno bisogno.
C’è da dire che Bersani sono anni che utilizza strane metafore animali come i “tacchini sul tetto” o “mucche nel corridoio” ma questa sulle sardine fa oltretutto anche un po’ schifo e siamo certi che qualche femminista lo vorrà accusare anche di sessismo.
In ogni caso il numero politico che Bersani forse non comprende oppure strumentalizza è che i Cinque Stelle non servono a “fermare la robaccia di destra” come ha affermato perché lo stesso Grillo lo è già proprio quella “roba”. Bersani pare uno dei pochi in Italia che ancora non lo ha capito.


