Lo scontro sui 2 milioni di fondi europei destinati alla Biennale arriva al governo e alla Regione Veneto. Lucia Borgonzoni accusa Bruxelles di emettere una sentenza politica, mentre Alberto Stefani denuncia una censura e offre pieno sostegno a Pietrangelo Buttafuoco.
La sottosegretaria contesta lo stop ai contributi, Stefani offre pieno sostegno a Buttafuoco
La reazione italiana alla Commissione europea si allarga. Dopo la raccomandazione rivolta all’Eacea per interrompere il contributo da 2 milioni di euro alla Biennale di Venezia, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni accusa Bruxelles di aver emesso una decisione politica prima della conclusione dell’istruttoria tecnica.
“Quanto sta accadendo con il caso Biennale è semplicemente inaccettabile. Un organismo politico, l’Unione Europea, raccomanda a un ente tecnico, l’agenzia Eacea, di interrompere i contributi. Prima ancora che venga trovato, nell’eventualità ci fosse, un elemento concreto per giustificare questa decisione. Questa è la fine del diritto, una sentenza prettamente politica che danneggia chi da anni porta avanti un lavoro straordinario a Venezia. L’Italia e i suoi luoghi d’arte sono liberi e democratici, non c’è spazio per i ricatti economici di Bruxelles”. La Commissione contesta alla Fondazione la presenza del padiglione russo nell’edizione aperta il 9 maggio 2026. La Biennale sostiene che lo spazio non sia mai stato aperto al pubblico e che la sua presenza non abbia violato le sanzioni europee. La Fondazione ha risposto alle lettere dell’Eacea e aspetta la comunicazione tecnica formale prima di decidere eventuali iniziative legali.
Anche il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani attacca l’intervento della vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen, che aveva annunciato sui social la raccomandazione rivolta all’agenzia europea. “L’Unione Europea è nata sulle macerie della Seconda guerra mondiale con una missione: garantire la pace tra i popoli e favorire lo sviluppo economico e la prosperità. Non per imporre un pensiero unico, ma per difendere le libertà di tutti. Per questo trovo inaccettabile la censura imposta via social dalla vicepresidente della Commissione UE, Henna Virkkunen, dopo una stagione di attacchi senza precedenti all’autonomia di una delle istituzioni culturali più apprezzata del mondo e del paese che la ospita”.
Stefani contesta la possibilità che un organismo europeo stabilisca quali istituzioni o manifestazioni possano ricevere finanziamenti sulla base delle scelte compiute nella programmazione culturale. “La cultura – aggiunge Stefani – ha sempre rappresentato uno spazio di dialogo, anche nei momenti più difficili della storia, e non dovrebbe subire ricatti o censure. Il rischio è che passi il principio secondo cui per fare cultura serva una patente e, cosa ancora più pericolosa, che a darla sia un organismo non eletto direttamente dai cittadini”.
Il presidente del Veneto schiera la Regione accanto a Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale, e chiede alla Commissione di tornare alla funzione assegnata all’Unione dai suoi fondatori. “Esprimo la mia solidarietà al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che ha il mio pieno sostegno. L’Europa ritrovi lo spirito dei suoi padri fondatori e torni a essere protagonista nella costruzione della pace, della crescita economica e della coesione tra i popoli”.
La Commissione ha trasmesso una raccomandazione all’Eacea, che dovrà assumere e notificare l’eventuale provvedimento definitivo. Fino a quel momento la Biennale continuerà i programmi interessati, finanziati solo in parte dal contributo europeo.

