Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Bilanci, Scotto (Pd): “Il nucleare è una bufala, propaganda del governo”. E sui conti: “Hanno dilapidato un patrimonio”

Bilanci, Scotto (Pd): “Il nucleare è una bufala, propaganda del governo”. E sui conti: “Hanno dilapidato un patrimonio”

Il deputato del Pd Arturo Scotto analizza ad Affaritaliani le scelte economiche del governo Meloni, dal deficit al bollo auto fino al nucleare, e chiede una svolta diplomatica dell’Europa sulla guerra in Ucraina

Bilanci, Scotto (Pd): “Il nucleare è una bufala, propaganda del governo”. E sui conti: “Hanno dilapidato un patrimonio”
arturo scotto

Scotto (Pd): “Meloni senza il Pnrr avrebbe portato l’Italia in recessione”. E sull’Ucraina: “Serve una nuova Helsinki”

Dai conti pubblici al potere d’acquisto, fino al ritorno del nucleare, il governo Meloni si trova davanti a una serie di nodi economici che per il Partito democratico mostrano i limiti delle politiche portate avanti negli ultimi quattro anni. Il deficit/Pil fermo al 3,1% allontana l’uscita anticipata dalla procedura europea per deficit eccessivo, mentre l’ipotesi di intervenire sul bollo auto riapre il confronto sulle misure necessarie per sostenere famiglie e lavoratori.

Ma la partita riguarda anche le scelte strutturali che l’Italia dovrà compiere nei prossimi anni, a partire dall’energia. Il nuovo quadro sul nucleare divide maggioranza e opposizione, mentre sul fronte internazionale resta aperto il nodo della guerra in Ucraina e del rischio di un’ulteriore escalation tra Russia e NATO. Quale politica economica dovrebbe seguire il governo? Come abbassare realmente il costo dell’energia? E quale ruolo dovrebbe assumere l’Europa per arrivare alla fine del conflitto russo-ucraino?

A fare il punto è Arturo Scotto, deputato del Partito democratico, che ad Affaritaliani attacca le scelte economiche del governo Meloni e chiede un cambio di rotta su salari, industria ed energia. Sul nucleare la bocciatura è netta: «Il nucleare è una bufala. Siamo alla più bieca propaganda». E sull’Ucraina indica la strada della diplomazia: «Non esistono soluzioni militari».

Il rapporto deficit/Pil è rimasto al 3,1% e l’Italia non riuscirà a uscire anticipatamente dalla procedura europea per deficit eccessivo. Qual è il giudizio del PD sulla gestione dei conti del governo Meloni? E tra rigore e scostamento di bilancio, quale strada dovrebbe seguire ora l’esecutivo?

“Il fallimento non deriva da quello 0,1% che pure mette l’Italia all’angolo sulla procedura di infrazione, imponendo al Paese una legge di bilancio difficile. Qui ci troviamo davanti a una politica economica che è stata ispirata soltanto alla logica corporativa delle mance, senza alcun respiro strutturale e dunque senza crescita. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la perdita di potere d’acquisto dei salari (-6,1%, a fronte di un aumento del 25% del carrello della spesa), la crisi di interi comparti industriali lasciati alla deriva (dall’acciaio alla chimica, dall’elettrodomestica all’automotive), la bolletta energetica più alta d’Europa.

Siccome sanno che non possono rivendicare nulla, buttano la palla in tribuna. La polemica sul tetto ai bambini stranieri nelle scuole è una mossa disperata. Serve a distrarre l’attenzione dai fallimenti evidenti di quattro anni di Governo. Se non ci fosse stato il Pnrr, il tasso di crescita dell’Italia sarebbe stato con il segno meno. Se dopo quattro anni – con una mole di risorse europee arrivate nonostante l’ostilità di Meloni e Salvini agli Eurobond – siamo così inchiodati su una crescita che non arriva all’1 per cento, vuol dire che, anziché programmare e finalizzare gli investimenti, hanno dilapidato un patrimonio che avrebbe reso il nostro Paese più moderno e più unito”. 

Il governo punta sull’esenzione dal bollo auto per alcune categorie di veicoli. È una misura utile per alleggerire il peso fiscale sulle famiglie o la considera soprattutto una scelta elettorale? Quale sarebbe, secondo voi, un intervento più efficace sul potere d’acquisto?

“Il bollo auto è un pannicello caldo che scarica sulle Regioni, che pagheranno con la riduzione delle risorse del Pnrr direttamente questa scelta elettorale. Questa misura da 2,5 miliardi si tradurrà in una contrazione di asili nido, trasporto pubblico locale e sanità. Tutto per qualche decimale in più nei sondaggi.

La verità è che sul potere d’acquisto non hanno messo in campo praticamente nulla: metà dei contratti non è stata rinnovata; nel pubblico impiego hanno riconosciuto solo il 6 per cento dell’inflazione perduta, a fronte del 18 per cento reale. Praticamente lo Stato si è rivelato un cattivo datore di lavoro che non riconosce i soldi dovuti ai propri dipendenti. Non restituiscono il fiscal drag a lavoratori e pensionati – ovvero 23 miliardi – mentre scassano i conti con sconti, flat tax ed esenzioni e, infine, negano il salario minimo per 4 milioni di lavoratori poveri.

Serve una svolta. Il lavoro non può ancora una volta essere sacrificato a una logica di compressione dei salari, di competizione al ribasso sui contratti che sono sempre più precari e intermittenti”. 

Il Parlamento ha dato il via libera al nuovo quadro per il nucleare. Il PD è contrario al ritorno dell’atomo: quali alternative propone per ridurre la dipendenza energetica dell’Italia e, soprattutto, abbassare strutturalmente il costo dell’energia per famiglie e imprese?

“Il nucleare è una bufala. Hanno approvato una legge delega e basta. Ci vorranno almeno quindici anni per accendere forse il primo reattore. Siamo alla più bieca propaganda. Serve altro. Sblocchino le autorizzazioni per le energie rinnovabili, disaccoppino il prezzo del gas da quello dell’energia elettrica, tassino gli extraprofitti delle aziende che stanno speculando.

Non lo fanno perché non vogliono disturbare il manovratore. Nel frattempo, la promessa di abolizione delle accise sulla benzina è scomparsa. Ma gli italiani non dimenticano”. 

El Mundo ha parlato di possibili attacchi russi con droni contro Italia, Francia e Spagna, anche se Crosetto ha detto che l’allarme non trova conferme. Al di là di questa indiscrezione, quanto è concreto oggi il rischio di un’escalation tra Russia e NATO? E l’Italia sta mantenendo, secondo lei, la linea giusta?

“Occorre una svolta diplomatica nel conflitto russo-ucraino. C’è una mentalità di guerra che si sta appropriando del nostro dibattito pubblico. Tant’è che la logica del riarmo anima un’Europa che sta rinunciando al suo modello sociale fondato su alti salari e su un welfare diffuso. Questo alimenta i populismi e i nazionalismi.

Putin ha scatenato una guerra criminale, noi dobbiamo sostenere l’Ucraina aggredita, ma non possiamo non avere, come UE, un’idea su come chiudere un conflitto lunghissimo. Invece abbiamo consegnato tutte le carte a Trump. Serve una nuova Helsinki, una nuova conferenza su sicurezza e cooperazione tra Est e Ovest. Non esistono soluzioni militari”. 

LEGGI LE NOTIZIE DEL CANALE POLITICA