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Politica

Una "manifestazione di protesta" e' stata "inscenata" a viale Mazzini, all'esterno del palazzo che ospita gli uffici del vertice Rai, dal leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, dal presidente della commissione di Vigilanza, Roberto Fico, e da numerosi parlamentari dello stesso M5S. Lo riferisce una nota della stessa Rai, aggiungendo che Fico e Grillo hanno chiesto di essere ricevuti dal direttore generale, che ha acconsentito all'incontro al quale quale hanno preso parte anche altri 2 due parlamentari del Movimento.

L'incontro e' durato 45 minuti, mentre - "viste le pressanti richieste e per evitare problemi di ordine pubblico", riferisce la nota stampa Rai - i numerosi parlamentari del Movimento che manifestano e i giornalisti al loro seguito sono stati fatti accedere nella sede di viale Mazzini.

"Questa gente non si deve piu' avvicinare alla legge elettorale e alla Costituzione. Devono andare via perche' sono stati soci per vent'anni di un bandito". Lo ha detto Beppe Grillo dopo aver incontrato il dg Rai, Gubitosi. "Il Pdl ha governato 10.650 giorni e il Pd 10.200. C'e' una diversita' dell'1%", ha aggiunto il leader M5S, circondato da una ressa di cronisti, prima di lasciare viale Mazzini in taxi.

LEGGE ELETTORALE - "Grillo ancora una volta mente. Soprattutto dimostra di volere, lui per primo, il porcellum". Cosi' Enrico Letta ha replicato, su Facebook, a Beppe Grillo che lo aveva accusato di mentire sulla legge elettorale. "Non mi stupisce: e' l'unico sistema che puo' consentirgli di avere voce in capitolo, di vincere o di essere comunque l'ago della bilancia", ha proseguito il premier. "Io, a differenza sua, voglio una legge elettorale che restituisca agli italiani il potere di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. E deve essere proprio il Parlamento ad approvarla. Naturalmente continuero' a lavorare in questa direzione, come ho sempre fatto, senza certo temere le accuse e le mistificazioni di Grillo", ha assicurato.

"Ieri a 'Che Tempo che fa' ho ribadito di voler cambiare la legge elettorale, di preferire un ritorno al mattarellum, ma di essere consapevole che in Parlamento non ci sono i numeri per abolire il porcellum. A oggi, tanto il Pdl quanto il MoVimento 5 Stelle non vogliono quella legge elettorale che, com'e' noto, restituirebbe il diritto di scelta ai cittadini", ha spiegato Letta. "In Rete mi accusano di essere bugiardo, usando come argomentazione il fatto che la mozione Giachetti - volta ad abolire il porcellum per tornare al mattarellum - e' stata votata dal MoVimento 5 stelle, con il no di PD e PDL. Per quanto mi riguarda - ha chiarito il premier - la questione e' molto chiara. Nel discorso con cui ho chiesto il voto di fiducia alle Camere ho utilizzato parole non equivoche: 'Permettetemi di esprimere a livello personale che certamente migliore della legge attuale sarebbe almeno il ripristino della legge elettorale precedente'. La mozione Giachetti e' stata contestata - nel metodo, non nel merito - dal PD perche' focalizzava l'attenzione (e precipitava il confronto) solo sulla legge elettorale, mentre il dibattito urgente e necessario doveva riguardare l'intera materia delle riforme istituzionali per il cambiamento dell'articolo 138 della Costituzione. Dunque, in prospettiva, non solo il sistema di voto, ma anche, tra l'altro, la riduzione del numero dei parlamentari e il superamento delle storture causate dal bicameralismo paritario".

Letta ha ricordato che Grillo "anche ieri, guarda caso, ha chiesto di tornare a votare con il porcellum. Del resto gia' il 22 agosto, sul suo blog, scriveva: 'Con il porcellum vinciamo noi. Pdl e Pd sanno che con il Porcellum il rischio che il M5S vinca le elezioni e vada al governo e' altissimo. Solo qualche 'anima bella' pensa di poter correggere ora il Porcellum. E' necessario tornare immediatamente alle elezioni. Per la casta, ora, e' fondamentale una legge elettorale contro il M5S'".

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