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Politica

Di Tommaso Cinquemani
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stefanoboeriStefano Boeri

"Dopo il caso Shalabayeva mi sembra difficile che Alfano non si dimetta, anche se questo vuol dire mettere in crisi il governo". Stefano Boeri, ex assessore al comune di Milano e architetto di fama mondiale, con una intervista ad Affaritaliani.it prevede la fine anticipata del governo Letta. "Occorre rivedere il Porcellum e se non c'è altra strada torniamo piuttosto al Mattarellum. E poi tutti al voto". E sul ruolo di Renzi: "Vedo Matteo alla guida di un governo che emerge da un passaggio elettorale, oltre che da un congresso del Pd".

Mercoledì verrà presentato a Milano il documento di Goffredo Bettini "Più idee, meno correnti". Un testo sottoscritto da molti uomini politici di primo piano, tra cui anche Matteo Renzi. Come si inserisce questo documento nella probabile corsa del sindaco di Firenze alla segreteria?
"Il documento di Bettini da un lato riconosce Renzi come una risorsa importante per il futuro del Pd e del Centrosinistra. E lo fa senza uno schieramento pregiudiziale, perché raccoglie voci diverse e anche dissonanti. Come quella mia, di Laura Puppato o di Davide Corritore. Dall'altro cerca di costruire le condizioni perché il congresso sia un passaggio utile e non un momento per regolare conti o per soppesare le forze".

Le correnti appunto, da più parti sono considerate il male del Pd. E' così?
"La differenza tra correnti e fazioni è importante. Se ci sono delle componenti che si basano su un progetto o una idea ben venga. Se invece si basano su interessi e personalismi allora sono fazioni e sono controproducenti".

Nei prossimi giorni si voterà in Aula la mozione di sfiducia individuale contro Angelino Alfano per il caso Shalabayeva. Nel Pd alcuni hanno fatto sapere che voteranno contro, altri a favore. Si sta strumentalizzando il caso?
"La questione è estremamente grave. Non conosco il rapporto del capo della polizia, Alessandro Pansa, ma se la situazione è quella descritta dai giornali giustifica ampiamente la richiesta di dimissioni. O Alfano è colpevole di aver accettato che si facessero alcune procedure illecite. Oppure è colpevole di non aver capito quello che stava succedendo. Mi sembra difficile che Alfano non si dimetta".

Questo però metterà in crisi il governo.
"Mi rendo conto, ma non possiamo pensare che l'immagine internazionale dell'Italia possa essere messa in dubbio da una logica di sopravvivenza".

Se Alfano si dovesse dimettere è molto probabile che Letta lasci. Lo ha detto quando ha giurato nelle mani di Napolitano: "non sarò premier ad ogni costo". Quali scenari si potrebbero aprire secondo lei?
"Io auspico uno scenario che passi da una revisione della legge elettorale, altrimenti avremo ancora un esito delle elezioni drogato. L'astensionismo sarebbe ancora più forte e il nuovo vincitore, se ce ne sarà uno, sarà delegittimato. Rivediamo il Porcellum e se non c'è altra strada torniamo piuttosto al Mattarellum. E poi tutti al voto, anche con un certo spirito di serenità, alla fine la situazione in cui siamo verrà letta tra 20 anni come una grande spinta al cambiamento che non è stata interpretata, né dal Pd, né dai 5Stelle".

Spingiamoci ancora più in la. Secondo lei Renzi potrebbe raccogliere il testimone di un governo dimissionario per fare una nuova legge elettorale?
"Credo che non sarebbe la posizione giusta per Renzi. Vedo Matteo alla guida di un governo che emerge da un passaggio elettorale, oltre che da un congresso del Pd. Potrebbe esserci più opportunamente un governo tecnico che fa una legge elettorale e garantisce per un periodo molto limitato l'espletamento delle procedure necessarie al Paese, anche in relazione con l'Europa. Ma sarebbe un errore mettere a rischio una risorsa come Renzi per una situazione di emergenza".

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