Bollo auto, le parole di Meloni dopo l’ok all’abolizione della tassa
“L’abolizione del bollo auto non vale solo per il 2027. Come il Governo ha già ampiamente garantito e ribadito, la misura è pensata per essere strutturale, quindi definitiva. Facciamo chiarezza”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social, rilanciando il video della sua intervista di ieri a 10 minuti, su Rete 4.
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Bollo auto, che cosa si è deciso ieri in Cdm
Ieri il consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che prevede la cancellazione della tassa sul possesso di auto e moto con una potenza fino ad 80 kW, ovvero quelle di piccola e media cilindrata. L’esecutivo sottolinea si tratta di 14,5 milioni di mezzi, ovvero la totalità delle moto e il 70% del parco auto in circolazione.
La misura determina un mancato introito da circa 2,3 miliardi di euro per le Regioni e le Province autonome, destinatarie del gettito fiscale del bollo, a cui lo Stato provvedera’ a trasferire fondi a titolo compensativo. Le risorse per la copertura del mancato gettito fiscale per gli enti locali legato al taglio del bollo verranno ricavate, viene riferito da fonti di governo, anche da economie sul Pnrr: si tratta di sia di grants (sovvenzioni) che di loans (prestiti). Il governo, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi, lavora inoltre per rendere il provvedimento sul bollo strutturale attraverso la prossima legge di bilancio.
Contestualmente il Cdm ha prorogato per altri 15 giorni il taglio delle accise sul diesel ma cala l’importo rispetto agli attuali 17 centesimi al litro: dal 18 al 25 settembre il taglio sul gasolio sarà di 12,2 centesimi al litro, Iva inclusa, successivamente si dimezzerà a 6,1 centesimi al litro fino al 5 ottobre. Una misura che inciderà per circa 112 milioni di euro. Poi scatteranno di nuovo le accise mobili. Ampliato fino ad ottobre anche il credito di imposta sui carburanti per gli autotrasportatori. I due provvedimenti su bollo e benzina sono strettamente legati. Per alcune settimane l’esecutivo ha lavorato alla possibilità di passare dal taglio delle accise sui carburanti, in vigore da metà marzo con diverse modulazioni, a delle misure selettive con sconti benzina mirati per determinate fasce di reddito e categorie. Ma non è stato semplice trovare una quadra. Poi è arrivata la scelta di puntare su un provvedimento di tipo diverso.
“Il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani. Si tratta di una misura semplice e strutturale”, ha spiegato la premier Giorgia Meloni al termine del Cdm. La premier argomenta come si è arrivati ad una misura differente: “Pensiamo che continuare a concentrarci sul contrasto all’aumento del prezzo non sia la strada di lungo periodo. E non concentra le risorse su chi ha maggiormente bisogno. Abbiamo già speso circa 2,5 miliardi di euro. Ci siamo interrogati su come si potesse concentrare le risorse”. Quindi ha ricordato: “Lo schema ricalca quello che un altro governo di centrodestra, di cui io facevo parte, ha utilizzato per la casa”. Ovvero l’abolizione dell’Ici sulla prima casa operata dal quarto governo di Silvio Berlusconi nel 2008. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti specifica: “Era un desiderata quello dell’eliminazione del bollo auto, ci siamo arrivati in modo sofferto valutando tante opzioni. Pensiamo che questa misura, che nasce in maniera emergenziale, poi diventi strutturale”.


