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Bonelli (Avs) a La Piazza 2026: “Ranucci via da Report? Vendetta della destra. La Rai è ormai sotto il controllo di Palazzo Chigi”

Intervista a Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, ospite alla kermesse di Affaritaliani

Bonelli (Avs) a La Piazza 2026: “Ranucci via da Report? Vendetta della destra. La Rai è ormai sotto il controllo di Palazzo Chigi”

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Qual è la scelta ambientale più urgente che, secondo lei, il Governo sta rimandando?

Quella di sostenere le politiche sul clima in Europa. Devo dire che è inaccettabile, di fronte a quello che sta accadendo non solo nel mondo ma anche qui in Italia. La siccità ha prosciugato i nostri fiumi, l’agricoltura è in gravissima difficoltà e le ondate di calore hanno provocato, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, 35 mila vittime in Europa, specialmente tra gli anziani. I carburanti non diminuiscono e si spendono oltre 2,6 miliardi di soldi pubblici. La questione urgente è quindi attivare incisive politiche sul clima, senza fare come questo Governo che, per esempio, ha votato contro la legge sul ripristino della natura. Questo Governo di destra ha votato in Europa contro la legge sul ripristino della natura.

Per quanto riguarda Taranto e l’ex Ilva, tema molto caldo nel dibattito, secondo lei si può davvero conciliare la tutela dell’ambiente con quella dell’occupazione?

In altri Paesi sono riusciti a raggiungere questo obiettivo. A Bilbao e nel bacino carbonifero della Ruhr c’erano acciaierie con situazioni analoghe e drammatiche dal punto di vista del contrasto tra salute e lavoro. In Italia c’è una classe politica, devo dire trasversalmente, che da 14 anni sta perpetrando un disastro economico, ambientale e quindi anche sanitario. Non intendono avviare quel progetto di conversione industriale che possa tenere insieme queste due cose. Bisogna avere coraggio. Il punto, però, come stabilito dal Tribunale di Milano, è che a Taranto ancora oggi l’inquinamento produce malattia. Questa è una questione sulla quale non si può assolutamente rimanere immobili o continuare come si è fatto in questi 14 anni.

Dal punto di vista politico ed elettorale, il campo largo può seriamente diventare una forte alternativa alla maggioranza?

Il campo largo oggi, già nel Paese, ha quella forza numerica necessaria per mandare all’opposizione la destra di questo Governo. Penso che il mese di settembre sarà un mese strategico per definire l’avvio della costruzione del programma. A quel punto decideremo e vedremo con quali modalità individuare chi dovrà rappresentarlo, anche in base alla legge elettorale. La legge elettorale che stanno cambiando prevede infatti l’obbligo di indicare il premier, che è una forzatura e, secondo noi, una violazione costituzionale. L’indicazione del premier è una prerogativa del Capo dello Stato e quindi riteniamo inaccettabile questa invasione delle prerogative del Presidente della Repubblica.

Ultima domanda: il caso Ranucci è diventato un tema centrale del dibattito. Non sarà più alla conduzione di Report. Secondo lei è un attacco alla libertà d’informazione e al pluralismo?

È una vendetta della destra nei confronti di chi la destra non riusciva a controllare. Ormai il servizio pubblico radiotelevisivo è totalmente sotto controllo, in maniera militare, da parte di Palazzo Chigi. Quindi è una vendetta. Sigfrido Ranucci è una vittima, non è indagato, ha subito un attentato. Cosa sta pagando? L’amicizia con una persona? Se dovesse valere questo metro di giudizio, alla Rai dovrebbero andarsene in parecchi. Il punto è che ci troviamo di fronte a una vendetta per controllare il servizio pubblico radiotelevisivo al 100%, a pochi mesi dalle elezioni.