“Sono qui come ministro dell’Integrazione della Repubblica italiana, ho un solo passaporto e una sola nazionalita’, se ha domande sulla Repubblica democratica del Congo la invito a rivolgersi al ministro della Repubblica democratica del Congo”: il ministro Cecile Kyenge ha risposto cosi’ alla provocazione dell’europarlamentare della Lega Nord, Mario Borghezio, che nel corso di un’audizione a Bruxelles le ricordava della “severa politica del suo paese di origine sui clandestini”.
Nel suo intervento, Borghezio, che nei mesi scorsi aveva a piu’ riprese attaccato il ministro Kyenge provocando fra l’altro la decisione degli euroscettici al parlamento europeo di espellerlo dal gruppo di cui faceva parte, ha riconosciuto al ministro “chiarezza, lealta’ e cortesia anche nei confronti di chi l’ha attaccata”. Successivamente, pero’, le ha ricordato in aula che la Repubblica italiana di cui e’ ministro e’ “un paese che proibisce la poligamia che lei esalta”. A questa nuova “boutade” di Borghezio Kyenge non ha reagito, ma a chi le chiedeva se aveva ricevuto delle scuse da parte dell’eurodeputato per le pesanti parole usate in passato, ha risposto “forse non ho sentito, ma per me il problema non si pone: io sono sopra le parti, devo salutare chiunque e parlare con chiunque”.
