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Boschi-Anpi, ‘irritazione’ del Colle. Pressing di Mattarella su Renzi

Referendum istituzionale di ottobre: forte irritazione da parte del Quirinale per le parole del ministro Boschi sul voto dei veri partigiani

Boschi-Anpi, ‘irritazione’ del Colle. Pressing di Mattarella su Renzi
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“Forte irritazione” da parte del Quirinale per le parole in diretta tv della ministra Maria Elena Boschi sui “veri partigiani”. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, nella serata di domenica – dopo le esternazioni della titolare del dicastero delle Riforme – gli sherpa del presidente Mattarella avrebbero manifestato al premier il “disappunto” del Capo dello Stato, spingendo Matteo Renzi a intervenire cercando di correggere il tiro

“Forte irritazione” da parte del Quirinale per le parole in diretta tv della ministra Maria Elena Boschi sui “veri partigiani”.

Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, nella serata di domenica – dopo le esternazioni della titolare del dicastero delle Riforme – gli sherpa del presidente Mattarella avrebbero manifestato al premier il “disappunto” del Capo dello Stato, spingendo Matteo Renzi a intervenire cercando di correggere il tiro.

Il premier, ovviamente, non poteva smentire totalmente la Boschi, e infatti ha affermato che non c’è stata “nessuna gaffe“, ma al tempo stesso quel “rispettiamo tutti i partigiani” suona come una correzione suggerita, se non imposta, dal Colle. E’ la seconda volta che la ministra delle Riforme “scivola” sui partigiani.

La prima volta era stata in Direzione Nazionale del Pd quando, rispondendo a Gianni Cuperlo, affermò che “a votare no al referendum ci sono l’Anpi e Casapound”, mettendo di fatto sullo stesso piano i partigiani e la destra estrema. Il problema di Renzi è che sta cercando in tutti i modi di tenere unito il suo partito, non tanto per le Comunali del 5 giugno, ma soprattutto per il referendum di ottobre.

E le esternazioni della Boschi non aiutano a trovare quella compattezza che il Pd ha bisogno per vincere la sfida delle urne. Le opposizioni dei 5 Stelle e della destra di Lega e Fratelli d’Italia già costituiscono un potenziale 40% di no, se poi a questi si aggiungesse anche una fetta di sinistra, che si riconosce anche nell’Anpi, la partita per il premier diventerebbe molto complessa.

Al momento tutto può accadere e la campagna elettorale è ancora lunga. Ma gli ultimi sondaggi sul referendum pubblicati prima del black out imposto dalla legge per le Amministrative davano il no in costante crescita e in molti casi in vantaggio sul sì.