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Fonti del Quirinale, interpellate
sull'incontro al Colle con Renato Schifani e Renato Brunetta hanno spiegato che i due capigruppo Pdl "hanno illustrato al Presidente della Repubblica le loro valutazioni circa le
esigenze da soddisfare per un ulteriore consolidamento dell'evoluzione positiva del quadro politico in Italia e uno sviluppo della stabilita' utile all'azione di governo".

Berlusconi non avrebbe potuto indicare meglio la bussola per queste ore cosi' concitate. Una lezione di equilibrio e speranza. Soprattutto di fronte all'arido e disperato cinismo dei tanti talebani assetati di sangue che esultano per la condanna". Cosi' Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da "Il Giornale" in cui sollecita a dare "veste normativa alle proposte dei saggi" sulla giustizia. "La questione giustizia esiste in Italia a prescindere da Berlusconi. Ma l'accanimento ventennale nei suoi confronti e' la punta di un iceberg che tutti conoscono. Per questo la sua battaglia ha un significato politico ben piu' importante del fatto che egli guida un partito sostenuto da milioni di persone. Per questo la questione della giustizia rappresenta la pietra d'inciampo di ogni tentativo di pacificazione nazionale e di ogni rinascita del paese". "Il programma iniziale di questa maggioranza - prosegue Brunetta - prevedeva una riforma delle istituzioni che rafforzasse il potere politico, per poi procedere con una rinnovata autorevolezza alla riforma della giustizia. Forse e' stato un errore separare il percorso delle riforme istituzionali dalla riforma della giustizia. Ma nulla vieta che attraverso un binario parallelo si possa intervenire".

"Cosa fare dunque? Come trarre ex malo bonum? Come cittadino, ciascuno di noi, ha certamente a disposizione le possibilita' offerte dall'iniziativa radicale di referendum abrogativi su vari profili della mala giustizia. Ma serve un'iniziativa anche della politica. Un'assunzione di responsabilita'. E questa iniziativa, ancora una volta, ce l'ha indicata il Capo dello Stato. Allorche', con le dichiarazioni a seguito della sentenza della Cassazione, ha evocato il lavoro dei saggi da lui incaricati nell'aprile scorso per studiare i termini di una riforma dello Stato e della giustizia. Il presidente Napolitano ha ragione, le proposte dei saggi sono un ottimo punto di partenza. Sono il viatico per l'inizio di quella pacificazione di cui l'Italia ha bisogno e di cui il presidente si e' fatto garante all'inizio del proprio secondo mandato". "Piuttosto che reagire scompostamente con dichiarazioni provocatorie che hanno l'unico effetto di confermare le difficolta' interne, i leader del Pd dovrebbero prendere sul serio le dichiarazioni del presidente della Repubblica. Diamo veste normativa alle proposte dei saggi. Ripristiniamo l'equilibrio costituzionale. Chiudiamo questi vent'anni di guerra ideologica. Ex malo bonum. L'alternativa e' continuare con un logoramento che finira' per travolgere tutti, minare la stabilita' del governo del paese, nel momento in cui piu' grande e' il bisogno di stabilit a' per raccogliere le opportunita' offerte dalla timida ripresa". "Un'opportunita' e' offerta gia' dalle prossime ore. La giunta per le elezioni del Senato e' chiamata a pronunziarsi sulla decadenza di Berlusconi a seguito della condanna e in applicazione della legge Severino-Monti. Ma quella legge, come messo in luce anche dalla dottrina, presenta forti dubbi di costituzionalita'. Perche' si tratterebbe di applicare la sanzione dell'ineleggibilita' a fatti precedenti all'entrata in vigore della legge. Un'applicazione retroattiva di una legge sugli effetti di una condanna penale. La Convenzione europea dei diritti dell'uomo lo vieta. E la Costituzione italiana impone che quella convenzione sia rispettata. Evitiamo una guerra per bande anche su questo punto. Dimostriamo tutti senso di responsabilita'. Cogliamo l'occasione: ex malo, bonum", conclude Brunetta.

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