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Calabria, Spirlì: “In tanti si dimettano. Sanità, stop al commissariamento”

Caos sanità in Calabria, intervista al presidente ad interim Antonino Spirlì

Calabria, Spirlì: “In tanti si dimettano. Sanità, stop al commissariamento”
Antonino Spirlì

Giuseppe Zuccatelli, neo commissario della sanità calabrese, e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno dichiarato che la contestata intervista a Zuccatelli nella quale si esprimeva contro l’uso della mascherina risale al primo periodo del contagio da Covid-19. Ma il gruppo FEM.IN. Cosentine in lotta ha rivelato su Facebook che quell’intervista era del 27 maggio, quando era già finito il primo lockdow. Secondo lei Zuccatelli e il ministro Speranza dovrebbero dimettersi?
“Guardi, io registro un grande disagio in tutta la gente di Calabria per queste sconcertanti scoperte che nell’arco di 24 ore hanno annientato la credibilità di due possibili responsabili del sistema sanitario regionale, che, in questi drammatici giorni di attacco del morbo più devastante degli ultimi cento anni, rischiano di mietere vittime a decine, se non di più, in una terra che alla sanità ha dovuto rinunciare da oltre un decennio. Nonostante l’alta professionalità, coraggiosa, di medici, paramedici e tecnici, tutto il sistema sanitario calabrese è una sorta di castello crollato. A doversi dimettere sono in tanti: mi aspetto che le coscienze parlino più delle lingue. Lo devono ai calabresi morti di malasanità e ai loro familiari”.

Nella maggioranza c’è stato uno scontro sulla nomina di Zuccatelli, secondo lei come sono andate le cose? Si tratta di una vittoria della sinistra di LeU e di una sconfitta del M5S?
“Non faccio parte del governo e non partecipo alle riunioni di maggioranza, per cui la mia risposta sarebbe un’illazione. Ed io, le illazioni, non le amo. Peraltro se una vittoria o una sconfitta si dovessero misurare sulla scelta di un figlioccio, sarebbero poca cosa. Voglio continuare ad immaginare che le nomine avvengano dopo un’attenta analisi dei punti di valore di una persona. E, quando si sia commesso un errore, si possa avere l’onesta possibilità di riparare”.

L’ex commissario ad acta per la Sanità in Calabria, generale Saverio Cotticelli, ha affermato: “Davo fastidio alla Massoneria. Volevano eliminarmi, non potendo uccidermi mi hanno screditato”. Che idea si è fatto del suo siluramento? Motivi politici?
“Ho incontrato il Generale Cotticelli due volte solamente. L’ho trovato molto educato, affabile, rispettoso. A lui ho consegnato la mia totale disponibilità alla collaborazione. Ma le carte mi hanno consegnato una sanità, pur commissariata da tempo immemorabile che non garantisce alla mia gente la benché minima possibilità di farsi curare. Meno che mai, in questo sciagurato assalto del Covid-19”.

In questi giorni lei ha avuto comunicazioni formali o informali dal ministro Speranza o comunque dal ministero della Salute?
“Sì”.

La giunta della Calabria che cosa chiede al governo? Volete la fine del commissariamento?
“Cos’altro, sennò?!”.