Conte, Schlein, Fratoianni e Bonelli a pranzo insieme, Renzi grande assente: “Io arrabbiato? Non ho le loro idee politiche”
Il “campo largo” si ritrova a tavola nel cuore di Roma, con vista simbolica su alleanze ancora in fase di montaggio. A immortalare il momento è una foto social che ha tutto il sapore delle grandi occasioni: sorrisi, clima disteso e l’annuncio di due appuntamenti politici previsti per luglio, tra Nord e Sud, con l’obiettivo dichiarato di dimostrare che “un’alternativa c’è”. Seduti al tavolo ci sono i principali protagonisti dell’operazione: Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Una foto che, come spesso accade in politica, non colpisce tanto per chi c’è, ma per chi non c’è.
Però ci sono degli assenti: Matteo Renzi insieme a Più Europa. E infatti il primo a notarlo è Carlo Calenda, che sui social non si trattiene e lancia la battuta destinata a restare: “Ma Renzi era sotto il tavolo?” Da lì in poi, la foto smette di essere una foto e diventa un caso politico. Conte coglie l’occasione per ribadire la linea: attenzione agli “alleati affidabili”, perché l’obiettivo non è costruire un “caravanserraglio” ma qualcosa di più selezionato. Tradotto: la porta non è proprio spalancata. Renzi dal canto suo dice che non si tratta di “sinistra-sinistra”, ma di costruire un’alleanza programmatica.
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“Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra che ha un consenso importante nel Paese, ma insufficiente a vincere e insufficiente a governare. Non abbiamo le stesse idee dei protagonisti di questa foto su molti temi: dal garantismo alla crescita economica, dall’energia all’Europa. Loro vogliono costituire un nucleo di sinistra-sinistra stretto nella coalizione e hanno tutto il diritto di farlo. Noi siamo un’altra cosa e pensiamo che senza una componente riformista la sinistra non vincerà mai”, ha scritto Renzi. Poi l’invito a costruire un’alleanza davanti al governo Meloni-Salvini-Vannacci: “Non saremo mai come i protagonisti di questa foto ma possiamo fare un accordo sui contenuti per evitare che rivinca la peggiore destra che l’Italia abbia mai avuto. C’è una richiesta di unità del popolo del centrosinistra che noi non lasceremo cadere nel vuoto”.
Intanto quella foto non può che ricordare le immagini con Antonio Di Pietro, Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola, passati poi alla storia più per ciò che è successo dopo che per ciò che volevano costruire. E nel frattempo, tra una battuta e un distinguo, il “campo largo” prova a raccontarsi come progetto, aldilà di flash e cavalletti.

