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Politica
Aldo Cazzullo e la candidatura di "categoria" di Prodi

Di Massimo Puricelli
Legnano(MI)

Ieri sera durante il programma di La 7 Piazza Pulita, il noto giornalista, scrittore nonché editorialista del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, prendendo parte alla discussione riguardo il futuro Presidente della Repubblica che verrà eletto presumibilmente nei primi mesi del prossimo anno a seguito delle annunciate dimissioni di Giorgio Napolitano, ha dichiarato con assoluta sicumera che non sarà una scelta facile visto che ci sono parecchi candidati non all'altezza, ma graditi alla maggior parte degli schieramenti politici e, invece, altri poco graditi o sostenuti solo da una parte politica che posseggono la statura per ricoprire la massima carica della nostra Repubblica; tra questi su tutti Romano Prodi.

Ora che Cazzullo abbia una sua ideologia politica, che appoggi un certo schieramento è noto e lampante, tuttavia affermare che Romano Prodi sia il candidato ideale per salire al Colle è una vera e propria castroneria inaccettabile.

Cazzullo, famoso per i suoi libri che inneggiano al rinnovamento del Paese, che spronano i cittadini a liberarsi di tutto quello che ha ci ha ridotto in queste condizioni economiche e sociali senza autocommiserarsi, con tale affermazione, che esplicita in maniera chiara il suo sostegno e la sua preferenza per il prossimo Presidente della Repubblica, considera il popolo italiano privo di memoria storica e senza una ben che minima capacità discernitiva.

Inoltre è in palese contrasto con quanto scritto nei suoi libri visto che Romano Prodi ha contribuito e non poco, a distruggere la nostra nazione.

E sì, perchè Prodi politico e politicante di lunghissimo corso, presidente del consiglio per due volte, presidente della commissione europea ha iniziato la sua carriera politica nel lontano 1978 allorché ricoprì la carica di ministro dell'industria nel  IV governo Andreotti nel lontano 1978.

Ma prima di allora e subito dopo, fu a capo delle varie e più disparate aziende pubbliche o a partecipazione pubblica tra tutti l' IRI. A capo di quest'ultimo per quasi un decennio.

Incarichi che portarono alla svendita di patrimoni industriali italiani alle solite lobbies finanziarie che decretarono la fine ingloriosa dell'industria di Stato. 

L'esempio più eclatante la vendita alla Fiat dell'Alfa Romeo per un prezzo irrisorio rispetto a quello che veniva offerto dalla casa automobilistica americana Ford.

Come accennato, guidò per due volte la coalizione di centro-sinistra che vinse le elezioni nel 1996 e nel 2006 ricoprendo la carica di Presidente del Consiglio guidando due governi che durarono nemmeno 4 anni in totale.
Grazie a Prodi e alla sua "Eurotassa" il nostro Paese entrò nell'Euro, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini italiani. 

Evidentemente Aldo Cazzullo ha tratto beneficio dalla nuova moneta visto che considera il professore Bolognese un vero e proprio statista con la Esse maiuscola.

Uno statista di categoria. 

Sì proprio di categoria.

Quale genere di categoria ce lo spiega bene un famoso film comico (un cult) della metà degli anni 70, "Febbre da cavallo" con protagonisti Gigi Proietti e Enrico Montesano.

In una celeberrima scena del film, a seguito dell'ennesima scommessa non vincente effettuata all'ippodromo Tor di Valle a Roma, Proietti definisce di "categoria invalidi" un broccaccio che il sodale Montesano riteneva imbattibile e appunto di categoria superiore.

Ecco , Prodi è un "cavallo di categoria" secondo Cazzullo, ma noi italiani sappiamo che questo "cavallo" è un ronzino che ha reso l'Italia di categoria invalidi.

Per informazioni chiedere ai milioni di italiani che faticano a sbarcare il lunario a seguito dell'introduzione dell' Euro che ha trasformato il nostro Paese in una colonia dei potentati nord-europei.
 

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