Il governatore della Puglia è tornato sulla tempesta che ha investito il suo partito: “Una parte dei parlamentari guidati da Gennaro Migliore pensa che sinistra di governo significhi automaticamente diventare sinistra al governo. Io penso che sia un grave errore” afferma Vendola, tornando su quello che è stato il vero motivo dello scontro interno, cioè il giudizio sul governo Renzi: Migliore e gli altri ‘ribelli’ “hanno un giudizio sbagliato su l’attuale Pd e la leadership di Renzi”, è l’analisi del leader di Sel. E ricorda che all’ultima Assemblea Nazionale il suo documento ha ricevuto il 95% dei consensi. Dalle colonne di Repubblica, Vendola aveva rilanciato: “Sel non è finita. C’è una spaccatura, una frattura, ma ricominciamo. E ricominciamo da un milione e 200 mila voti che sono frutto dell’investimento nell’Altra Europa con Tsipras”.
Anche Migliore è tornato oggi sulla scelta di abbandonare il partito: “Non è una scelta individuale la mia. Insieme ad altri c’è stata semplicemente la presa d’atto di una condizione d’incompatibilità all’interno di Sel” afferma intervistato da Il Mattino, e annuncia che per il momento non ha intenzione di aderire al Pd: “Intendiamo approfondire – spiega – il dialogo con il governo Renzi, verso Sud e verso sinistra”.
E non esclude, ai microfoni di “Un giorno da pecora” su Radiodue, di candidarsi alle primarie del centrosinistra per il sindaco di Napoli. Migliore smentisce un incarico al governo: “In questo momento comunque non potrei accettare”.
Il futuro dei parlamentari fuoriusciti da Sel lo ha spiegato con maggiori particolari Titti Di Salvo, ex vicepresidente vicario del gruppo a Montecitorio: “Decideremo con gli altri che fare, la mia idea è di costituire un gruppo autonomo in Parlamento” ha detto la deputata ad IntelligoNews, secondo cui la strada seguita da Sel è lontana “dalla missione politica con cui era nata, scegliendo per sè un ruolo di opposizione alternativa al centro-sinistra”. Nei giorni scorsi altri due deputati di Sel, Michele Ragosta e Ferdinando Aiello, avevano lasciato il gruppo alla Camera e altri dieci sarebbero pronti a lasciare.
Nel dibattito è intervenuta anche la presidente dela Camera Laura Boldrini, eletta in parlamento come indipendente nelle liste di Sel. Boldrini chiarisce di “non aver partecipato al dibattito all’interno di Sel e al fatto che si sia arrivati a questa decisione”. “E’ sempre molto doloroso – aggiunge – quando un gruppo si divide. Sono dispiaciuta e so che questo sta causando molta amarezza e mi auguro che si riesca a trovare qualche filo di contatto” che comunque “non si considera orfana” dopo lo strappo nel partito.
