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Politica
A lanciare il sasso è stata Mara Carfagna, portavoce del gruppo Pdl alla Camera, che in una nota ha comunicato: a guidare il percorso di rinnovamento "non sia la salvaguardia di rendite di posizione ma l'aderenza alla storia e i valori del nostro movimento. E questo significa, anche, azzerare ogni carica e ripartire dal nostro leader". A darle man forte arrivano a stretto giro Mariastella Gelmini, Stefania Prestigiacomo e Deborah Bergamini, tutte sulle posizioni di Raffaele Fitto, lo sfidante di Angelino Alfano.

ECCO PERCHE' I FALCHI PUNTANO SUL CONGRESSO

Fitto propone l'azzeramento delle cariche. E - via via - un po' tutti gli vanno dietro. Tutti i lealisti, si intende. E tutti quelli che hanno voti sul territorio. Perché l'ultima mossa di quelli che una volta si definivano "falchi", è proprio questa: sfidare Alfano sui territori, sulla nomenklatura del partito, ben sapendo che solo in questo modo potranno arginare la deriva che li vede messi all'angolo dopo la mossa a sorpresa del Cavaliere.

Ecco quindi che a Milano si scaldano le truppe di Mario Mantovani, uno degli uomini più vicini al Cavaliere, habituè di Arcore. In Puglia, appunto, Fitto. A Brescia la Gelmini. In Veneto Galan. In Campania la Mussolini. La partita - secondo quanto viene riferito ad Affaritaliani.it da un lealista - è complicata. Perché i "falchi" hanno sempre appoggiato l'idea di Berlusconi come leader incontrastato e quindi hanno sempre osteggiato i congressi, pur non temendoli.

Adesso si trovano invece nella situazione diametralmente opposta: solo grazie ai congressi possono ritagliarsi uno spazio di dignità nel Pdl o in Forza Italia. Parimenti, per Alfano la sfida è durissima: andare alla conta sui territori è rischioso. Ma come fare a dare l'idea di un rinnovamento nel partito negando le primarie? E come vincere le primarie mentre si governa con la sinistra? Insomma, il rebus è di difficile risoluzione perché ognuno sta nel posto più scomodo per le sue attitudini. L'unica eccezione? Comunione e Liberazione. Le tessere, Cl, le ha sempre avute. E i congressi li ha sempre fatti, con una precisione feroce nella conta delle preferenze. Quindi Formigoni&Lupi non temono nulla, salvo i litigi interni.

 

@FabioAMassa

Carfagna - "Nel Pdl non esiste altra leadership all'infuori di quella esercitata e conquistata a suon di voti da Silvio Berlusconi. Mettere in discussione quest'assioma significa introdurre nel dibattito interno un elemento distorsivo assai pericoloso che, di certo, non giova alla ricerca di una sintesi coerente e condivisa". Lo afferma, in una nota, la portavoce del gruppo Pdl alla Camera dei deputati Mara Carfagna. "A guidare questo percorso non sia la salvaguardia di rendite di posizione ma l'aderenza alla storia e i valori del nostro movimento. E questo significa, anche, azzerare ogni carica e ripartire dal nostro leader", conclude Carfagna.

Gelmini - "Sono due gli ancoraggi di questa nostra fase: la leadership indiscussa di Berlusconi, nonostante l'attacco della strana maggioranza Pd-M5S, perche' e' il suo consenso che da' ali alla nostra politica, e la prospettiva italiana che ha bisogno di un governo capace di scelte coraggiose. Per giocare questa partita doppia dobbiamo quindi ripartire dal carisma e dal consenso di Berlusconi, dalla sua leadership indiscussa e dare forza e ordine al partito nel segno dell'unita'", dice Mariastella Gelmini. La vicecapogruppo vicario Pdl alla Camera sottolinea che "per compiere questi passaggi non ci sono rendite di posizione: ognuno di noi deve rimettersi in gioco per consentire a Berlusconi di definire la squadra migliore perche' il partito, e la rappresentanza del partito nel governo, siano concentrati sul duplice obiettivo della ripresa dell'iniziativa politica e della ripresa italiana. Per contribuire a tutto questo - ribadisce - e' giusto il richiamo ad un azzeramento degli incarichi".

Prestigiacomo - "Fitto propone un percorso di buon senso: se vogliamo porre in essere un percorso di unita', rilancio, condivisione e crescita del nostro partito non devono esserci ne' vinti ne' vincitori. Azzerare tutto e rimettere nelle mani del presidente Berlusconi le cariche di partito consentira' una verifica al nostro interno per ripartire motivati e proiettati nel futuro, lasciandoci alle spalle beghe e incomprensioni", dice Stefania Prestigiacomo. "Deve ristabilirsi rispetto nella comunita' umana che dirige e gestisce il Pdl, proprio per riaffermare con forza la nostra piattaforma programmatica in modo unitario, che e' - conclude la parlamentare Pdl - il desiderio e la speranza degli elettori azzurri che credono in Silvio Berlusconi".

Bergamini - "La proposta politica avanzata ieri da Raffaele Fitto a Ballaro' e' un invito condivisibile a fare chiarezza all'interno del partito. E' inevitabile che, dopo gli eventi dell'ultima settimana, un simile processo passi innanzitutto per il riconoscimento della centralita' di Silvio Berlusconi, la cui leadership nel centrodestra non e' una questione opinabile ma un dato di fatto derivante dall'indicazione di voto e dalla vicinanza di idee e valori espressa da milioni di moderati italiani". E' la deputata Pdl Deborah Bergamini a dire che "a partire da questo, che credo nessuno possa ne' voglia mettere in discussione, l'azzeramento delle cariche sarebbe il giusto punto di partenza per l'avvio di un dibattito aperto che consenta di costruire tutti insieme, sotto la guida del Presidente Berlusconi, un nuovo inizio e un percorso che sia davvero condiviso".

Galan - "Un confronto interno e' necessario e l'azzeramento delle cariche il minimo che si possa fare". A unirsi a sostegno di quanti lo chiedono nel Pdl e' Giancarlo Galan. "Non e' una conta meramente numerica ne' tantomeno una conta interna, non e' proprio una conta quella che da piu' parti - afferma - viene richiesta nel nostro partito. Tutti noi siamo qua per rappresentare, interpretare e realizzare un progetto. Il progetto di Silvio Berlusconi. Il progetto che hanno votato milioni di italiani". Per Galan "La leadership e' indiscussa. E' evidente pero', e francamente sarebbe scorretto negarlo, che - afferma - le vicende politiche della scorsa settimana hanno aperto alcune problematiche interne al Pdl, non resta che risolverle, costruttivamente, approfonditamente, lealmente. Un confronto interno e' necessario e l'azzeramento delle cariche il minimo che si possa fare. La nostra gente ci chiede coerenza e chiarezza, ridefinire gli assetti interni non fara' altro che dare forza al compito che ci spetta, invertire la tendenza della spesa pubblica, dare dignita' ai nostri valori, concretezza al progetto del nostro Presidente: meno Stato e meno tasse", conclude Galan.

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