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Politica

Di Benedetta Cosmi

Caro Enrico Letta,

(tra i nostri più giovani Premier, tanto più giovane della media che in effetti siamo su Facebook amici da prima, come mezzo normale, comune di scambio inviti, da quando ti impegnavi con VeDrò a immaginare il Paese), forse avevi letto le mie cinque proposte a Monti per far uscire i giovani dallo stallo di disoccupazione e precarietà. Ti chiedo, anche se so che una volta lì si è più impegnati a far da equilibristi tra correnti, intercettazioni, primarie, elezioni, larghe intese sempre troppo corte …

ISTITUITE UN CONTO CORRENTE IBAN “Per l’Italia”. Sai il nostro Paese nelle difficoltà incredibili sa dare il meglio, è generoso, ritrova la forza soprattutto per impegnarsi tutti insieme a favore di qualcosa di più grande. Ecco che cosa gli manca. Un progetto comune, grande verso cui riversare se stessi, i propri sforzi, le fatiche. Sai le tasse richiedono sforzi, fatiche, ma non rappresentano quel qualcosa di grande… Capisci? Quel che manca all’Italia è, dopo gli anni sessanta/settanta, l’impegno, il pensare insieme che si possa cambiare il mondo, le istituzioni, il proprio Paese. La sinistra comunista almeno, in fondo, aveva sempre avuto un “mito” “un sogno” oggi ha solo un “anti-mito” “un incubo” che più o meno unisce. Ed è assai diverso. Ci manca la Sinistra che costruiva sogno, speranza. Sia come partito che governa sia come partito dell’opposizione, quello di Enrico Berlinguer, certamente l’Italia sarebbe migliore se avesse un centro-sinistra che non ha paura di creare un sogno. Il centro-destra, al suo modo un po’ lo fa, se non un sogno tenta di rassicurare con l’ottimismo; che come sappiamo, all’economia, alle merci reclamizzate, certamente fa meno male della paura, del panico; anche ai mercati finanziari.

Non sei il Segretario del tuo Partito, quindi queste parole forse potranno parlare anche al vostro futuro candidato, ma sei il nostro Presidente del Consiglio, dunque, costruiamo insieme un bottino di sogni; un tesoretto da riservare alla cultura, come sorta di finanziamento perché ne sono sicura, in realtà la cultura è una voce d’entrata, non una voce di uscita del bilancio. Oggi se i parlamentari 5stelle volessero davvero non percepire lo stipendio, come da loro programma, non lo potrebbero fare perché le vostre leggi non permettono di lasciare i soldi nel conto del Tesoro, ma siamo matti? Perché? Bene, allora intervenite bene e presto affinchè si possa nelle dichiarazioni dei redditi per esempio, o a presa del mandato con una semplice “x” barrare la casella che dica rifiuto del compenso o indirizzamento dello stipendio, pensione, gettone di presenza, rimborsi vari, verso l’IBAN “Per l’Italia”. Penso si potrebbe anche avviare un circuto virtuoso per il quale le nuove campagne elettorali si svolgeranno a vedere chi ha versato di più nell’Iban “Per l?Italia”, tra partiti, politici, oppure una nuova sorta di pubblicità sociale per le aziende, chi ha versato di più nell’Iban “Per l’Italia”, saremo a parità di prodotto e prezzo indirizzati a premiare quella azienda italiana che ha voluto scegliere non solo di dare lavoro in Italia, di pagare tutte le tasse in Italia, persino di promuovere il Paese con il suo contributo al TESORO ITALIA, un amore comune che saprà ricambiare con maggiori servizi per cittadini, aziende. Di Benedetta Cosmi, il 17 maggio 2012, le ripropongo a Enrico Letta oggi, vediamo se con effetti più efficaci. "Io, un giovane qualsiasi, cresciuto con mani pulite, quando la politica era già morta nei licei, che ha visto le manifestazioni alla Sapienza di Roma, che si è formato culturalmente e civilmente a Milano e all'estero, che ha cominciato a confrontarsi con il mondo del lavoro con realtà internazionali, che vuole operare nel proprio territorio e che, già, si trova, nel momento di crescita nel mondo del lavoro, in una situazione di grande disagio globale e locale… Ha speranza un giovane che vuole che vuole partecipare alla crescita del proprio territorio? Magari impiantare una famiglia lì? Le cose sono notevolmente cambiate negli ultimi tempi, la globalizzazione, ricordate? Facciamo parte dell' Europa, il mercato è globale, la comunicazione idem. Io mi aspetto grandi uomini, grandi azioni e grandi idee. Anche da quella Agrigento che, a detta dei propri abitanti, è irrecuperabile. Eppure molti di noi fuori da questa città si esprimono e sono stimati. Un po' di amor proprio?", questo scrive su FB, Cristian Moncada, 30 anni, Agrigento, Presidente, dell'associazione MAC Io, una giovane qualsiasi cresciuta con mani pulite, quando la politica era già morta nei licei, che ha visto le manifestazioni alla Sapienza di Roma,… praticamente le parole di Cristian sono anche le mie, e quelle dei "cosiddetti" giovani. Mi ha colpito quando ad un incontro il Rettore del Politecnico di Milano Giovanni Azzone, ha detto: "C'è una differenza tra uno studente cinese e uno studente italiano. Se chiedi ad uno studente italiano uno studente italiano spera di migliorare la sua situazione, uno studente cinese la sua e quella del suo Paese". Scrivevo nel libro Non siamo figli controfigure, nel 2009, i trentenni si raccontano attraverso il "io speriamo che me la cavo". Noi, invece, vogliamo lanciare una proposta per un decreto del governo che accolga il meglio, si chiama, SOGNITALIA. E questo lo stiamo facendo da prima che mi risuonassero nel cuore le parole del rettore, "gli italiani e i cinesi, per sé o per sé e per il loro Paese?". Allora va messa da parte la pigrizia, la timidezza, l'egoismo, l'atteggiamento che spinge ad attendere più che a promuovere, e pubblicamente accetto quella provocazione o idea folle come l'ho definita tempo fa, di mettere a disposizione idee, proposte, sogni, concept, ricerche e studi che con altri coetanei in questi anni, mesi e giorni abbiamo condotto, accetto pubblicamente e ringrazio per la fiducia che persone diverse fra loro per sesso, età, geografia, hanno avuto in me: lo scrittore Erri De Luca che testualmente mi aveva scritto: "Ti propongo volentieri ma che gliene frega a Monti della mia proposta? Auguri, Erri".

Il giornale Formiche.net. Tanti giovani siciliani, lombardi, laziali, piemontesi, campani, …italiani, associazioni, personalità eccellenti etc. In effetti come diceva Erri, sempre che non siano solo le colonne degli editoriali del Corriere a poter fare "nomination", …Monti non ha dato segni di aver letto la proposta a nominare me come tecnico. Qui, (per voi lettori che magari amate come noi essere folli) potete leggere la lettera che da varie parti di Italia sta arrivando alla casella del Presidente e dei suoi ministri. http://www.nonsiamofiglicontrofigure.com/public/wordpress/? p=1948 Serve un tecnico che non rinunci alla passione: "Sognitalia" Gratuitamente, come quando sono stata rappresentante degli studenti, sono pronta a presentare al Presidente 5 proposte, per far uscire i giovani dallo stallo di disoccupazione e rassegnazione. Alcune le potete leggere sul sito del FAI che le ha riprese dal mio libro http:// www.fondoambiente.it/Arte/benedetta-cosmi-liberalizziamo-la-cultura.asp E anche gli amministratori locali cittadini che volessero far parte della nostra staffetta per il Paese, contattateci vi faremo avere la ricerca. Benedetta_cosmi@yahoo.it fb: benedetta cosmi Su twitter #sognitalia Certamente sarebbe una manovra giusta quella di don Milani: “Non fare parti uguali tra diseguali”. 1) Bloccare per sei anni la seconda e terza pensione di quanti hanno questo privilegio (come il sacrificio, richiesto a chi ha una sola pensione, come una sorta di esodato di lusso) 2) Bloccare qualsiasi denaro, non solo quelli per Monti come si è reso disponibile, ma a tutti i suoi colleghi Senatori a Vita (tanto avranno già di che vivere non essendo o non potendo essere stato quello il loro lavoro.

Dovrebbero essere i primi a pensarlo e a capirne il senso, in un momento in cui serve il “SalvaItalia”) 3) Chiedere un grosso sforzo di Solidarietà a tutti i Ministri dell’Economia, a tutti i premier degli ultimi 10 esecutivi che ci sono stati in Italia perché se siamo così anche loro devono qualcosa. (Non doveva solo Monti che magari stava anche provando a farci uscire dal tunnel) 4) Chiedere lo stesso sforzo di Solidarietà: - Agli imprenditori delle principali aziende italiane come già fanno per il Colosseo, il Duomo. Si istituisca un conto bancario “Per l’Italia” i cui soldi siano devoluti come ha detto Monti il 16 maggio 2012, alla più bisognosa associazione, le casse dello Stato. Ma immaginate come cambia la prospettiva anziché mettere le mani in tasca agli imprenditori porgere la mano loro e chiedere che contribuiscano per il valore comune verso lo Stato in cui hanno scelto di diventare grandi. - Chiedere che ognuno con una pensione superiore ai quattro mila euro al mese rinunci al 50% del resto dei soldi di pensione, per sei anni. Per affiancare anziché fiaccare, pensare a contratti e contatti tra tradizione e innovazione. 5) Affiancare un giovane ad ogni lavoratore che avrebbe dovuto, secondo leggi precedenti, essere già in pensione (solo dei mestieri per lo più intellettuali e anche un po’ fighi, ovvero quelli per cui si laureano i nostri giovani ma restano tagliati fuori -salvo emigrare)! Non solo perché altrimenti aver tenuto (questi sono lavoratori ormai all’apice di carriera con una rete di contatti forte che vedono alla pensione come la morte) di più i lavoratori anziani significherebbe aver tenuto fuori i giovani, ma soprattutto perché aver tenuto di più gli anziani significa non avere dato spazio alle risorse nuove, moderne, tecnologicamente avanzate, particolarmente dinamiche e pronte all’innovazione. Invece? Affiancarle, per esempio con una sorta di contratto di Job sharing. Tra le due figure così diverse da sapersi “ripartire” compiti e darsi reciprocamente stimoli. Concretamente significa che il lavoratore anziano avrà il lavoro e una parte tutta quella per esempio informatizzata la cede (come già accade ma gli altri passano per i precari collaboratori, o persone in fila per farsi notare cui si farà vincere un concorso per ricompensarlo dei sacrifici di essere stato alla corte) ai lavoratori giovani. Equità, crescita, rigore.

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