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Carovita e scontri, Bonafè (Pd): “Il Governo risponde solo con la repressione, serve un piano per i giovani”

La parlamentare Dem analizza ad Affaritaliani le tensioni dopo i fatti di Milano: condanna delle devastazioni e no alle strette della Lega

Carovita e scontri, Bonafè (Pd): “Il Governo risponde solo con la repressione, serve un piano per i giovani”
simona bonafè (3)

Carovita e scontri, Bonafè: “I decreti sicurezza non bastano, al Governo servono politiche sociali”

Mentre la crisi economica spinta da inflazione e caro energia continua a mordere famiglie e imprese, la frattura sociale nel Paese si fa sempre più profonda. Da un lato i sindaci del centrosinistra lanciano l’allarme sulla tenuta del patto sociale e chiedono risposte urgenti su casa, lavoro e trasporti; dall’altro la maggioranza di governo punta su nuove strette repressive dopo i recenti episodi di violenza e devastazione che hanno scosso Milano durante le manifestazioni contro il carovita.

Ma la sola risposta securitaria è sufficiente per placare il disagio delle periferie o rischia di essere uno strumento puramente propagandistico? Come si distingue la protesta legittima di studenti e lavoratori dagli atti vandalici? E soprattutto, quali politiche strutturali servono davvero per dare risposte ai giovani strozzati da affitti inaccessibili e precarietà?

A fare il punto è Simona Bonafè, deputata del Partito Democratico, che ad Affaritaliani analizza la gestione dell’ordine pubblico, le proposte repressive della Lega e la necessità di un piano sociale per il Paese: «I fatti di Milano dimostrano che la sola risposta securitaria non basta. La sicurezza si costruisce con politiche sociali inclusive e investimenti nella scuola».

I sindaci del centrosinistra denunciano la rottura del patto sociale e chiedono al Governo interventi su casa, lavoro e trasporti. Come valuta questo appello e quali risposte dovrebbe dare l’Esecutivo?

La crisi economica, tra inflazione e aumento dei costi di energia e carburanti, sta mettendo in difficoltà famiglie e imprese. Il Governo continua a non dare risposte strutturali adeguate a sostenere le fasce più vulnerabili e maggiormente esposte all’aumento del costo della vita, mentre cresce la frattura sociale. A pagarne un prezzo alto sono anche i giovani, stretti tra l’incertezza per il futuro, la mancanza di scuole sicure e affitti sempre più inaccessibili, che limitano il diritto allo studio e la possibilità di costruirsi una vita autonoma.

Le proteste contro il carovita sono sfociate in scontri e devastazioni. Quanto pesa la crisi economica nell’aumento della tensione sociale e come evitare che degeneri in violenza?

Bisogna distinguere le proteste legittime e pacifiche di studenti e lavoratori agricoli contro il carovita e il caro energia, dagli episodi di violenza e devastazione avvenuti a Milano, che vanno condannati con fermezza, senza strumentalizzazioni politiche. La rabbia che nasce nelle periferie e il disagio di chi si sente escluso non possono mai giustificare la violenza. Esprimo la mia solidarietà agli agenti delle forze dell’ordine impegnati a garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti.

La Lega propone di estendere ai minorenni il fermo preventivo. È una misura necessaria per garantire la sicurezza o rischia di comprimere le libertà individuali?

La Lega continua a proporre misure repressive, di forte impatto emotivo ma di dubbia efficacia pratica. Sono proposte che puntano sulla paura e sulla repressione, senza affrontare le cause profonde dei problemi né offrire soluzioni concrete.

I sindaci chiedono un confronto urgente al Governo, mentre la maggioranza punta su nuove misure di sicurezza. Serve soprattutto una stretta repressiva o un piano concreto contro il carovita e il disagio giovanile?

Cinque decreti sicurezza, che hanno introdotto nuovi reati e inasprito le pene non hanno impedito il ripetersi di episodi di violenza. I fatti di Milano dimostrano che la sola risposta securitaria non basta. Mi chiedo, inoltre, perché non si sia riusciti a intervenire prima attraverso un’efficace attività di intelligence e prevenzione. La sicurezza non si costruisce soltanto introducendo nuove misure restrittive, ma attraverso politiche sociali inclusive, percorsi di integrazione e investimenti nella scuola e nei servizi sociali. Altrimenti continueremo a rincorrere le emergenze senza risolvere i problemi alla radice.

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