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Politica
Casaleggio: macché Renzi. Elezioni. Ma i dissidenti M5S non chiudono


"Dovrebbero esserci le elezioni". Così Gianroberto Casaleggio, arrivando a Montecitorio, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano su un eventuale governo Renzi. Meglio un Letta bis o un Renzi1? "Qualunque cosa va decisa in Parlamento. Il Parlamento è sovrano", ha risposto il 'guru' dei 5 stelle.

M5S/ Renzi non piace a dissidenti, ma pronti a vedere carte

Matteo Renzi non piace ai senatori 'dissidenti' di M5S perche' "anche se il suo attivismo e' positivo, sembra un fanfarone". Detto questo pero', l'obiettivo pero' rimane quello ripetuto ai tempi di Bersani: "Sui contenuti bisogna dialogare e andare a vedere le carte per scoprire se e' un bluff o, se non lo e', almeno per ridurre i danni" spiega un senatore M5S. Insomma, sostengono alcuni 5 stelle, non bisogna restare a guardare dalla finestra come gia' accaduto all'inizio della legislatura. Una scissione, ripetono in tanti, non e' pero' all'ordine del giorno anche se con dei distinguo: c'e' chi, infatti, sarebbe pronto a lasciare se messo con le spalle al muro con l'ultimatum 'o tutto o niente'.

I piu' critici nel Movimento, pero', non stanno solo a guardare cosa succede in casa Pd. A Palazzo Madama, secondo quanto si apprende, si discute ogni giorno: anche oggi c'e' stata una riunione di una decina di senatori dissidenti. Ma, viene precisato, molte sono le posizioni e le sfumature: c'e' chi invita a monitorare la situazione del Pd e chi critica i personalismi (leggi Renzi), chi non vuole avere nulla da spartire con il Pd, ne' con Letta ne' con Renzi, e chi pur invitando alla cautela, al "non fidarsi", ricorda che essenziale sarebbe o sara' andare a vedere le proposte concrete che arriveranno.

Certo, racconta un senatore 5 stelle, "sono molto deluso dai tatticismi del Pd, dopo 10 mesi che stiamo qui, ora che li conosciamo meglio.. Anche da Renzi che oltre a fare annunci, poi non ci ha mai cercato. Se ci deve essere un confronto, Renzi chiami i nostri due capigruppo e tutto avvenga nel massimo della trasparenza. Mi piacerebbe se fosse Renzi a cercare insomma un'interlocuzione trasparente" dice la stessa fonte.

I contatti tra renziani e grillini, pero', ci sono: in Parlamento, ogni giorno, nel confronto portato avanti nelle commissioni parlamentari. E tra loro, secondo quanto ammesso da autorevoli parlamentari 5 stelle, c'e' anche un rispetto reciproco. Ma sul fronte di un eventuale appoggio dei 5 stelle ad un governo Renzi, il discorso si fa piu' difficile. Lo ammettono i renziani stessi. Fara' la differenza, pero', se i 5 stelle saranno o no fondamentali al Senato e questo dipendera' anche dalle scelte di Sel. Se non saranno determinanti, per i senatori grillini c'e' una maggiore liberta' di movimento: sul tavolo, tra le ipotesi, piu' che un si' ad una fiducia a Renzi, ci potrebbero essere possibilita' parlamentari piu' articolate come l'astensione o anche la decisione di lasciare l'aula per non partecipare al voto. Ipotesi pero', viene precisato da fonti M5S, che potrebbero concretizzarsi solo se Renzi offrisse una serie di temi ai quali i 5 stelle non potrebbero dire di no. "Il problema e' proprio questo - osserva un 5 stelle - Renzi e' un furbo e potrebbe metterci in difficolta' con gli argomenti giusti...".

Nel Movimento la questione e' tutta interna. Uno dei senatori piu' critici con la linea "calata dall'alto da Casaleggio" (che tra l'altro domani sara' di nuovo a Roma ma che molti dei parlamentari dissidenti non incontreranno per vari impegni, cosi' si giustificano), spiega che "in questi mesi le posizioni in M5S si sono radicalizzate" e "se qualche apertura di credito al Pd all'inizio c'era, adesso non c'e' piu': anzi, c'e' il gelo totale". Gli 'integralisti' da parte loro cercano di fare in modo che i dissidenti si facciano fuori da soli. E c'e' chi, conversando con i giornalisti, non esita a dare per scontato che i senatori dissidenti siano gia' pronti per passare con il Pd di Renzi non nascondendo allo stesso tempo che per loro questa sarebbe la soluzione ideale del problema. Un modo per togliere alla maggioranza del gruppo questa 'spina nel fianco', senza traumi di espulsioni e simili. Ma ad oggi questa ipotesi non c'e'.
 

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