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Caso Delmastro, gli atti in Commissione Antimafia. Meloni: “Il sottosegretario alla Giustizia resta al suo posto”

Lo scontro sul referendum si sposta sul caso che tira in ballo il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e i suoi presunti affari con la figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per reati di mafia nell’ambito di una indagine sul clan camorristico dei Senese

Caso Delmastro, gli atti in Commissione Antimafia. Meloni: “Il sottosegretario alla Giustizia resta al suo posto”
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Lo scontro sul referendum si sposta sul caso che tira in ballo il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e i suoi presunti affari con la figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per reati di mafia nell’ambito di una indagine sul clan camorristico dei Senese. Secondo quanto scrive l’Ansa, è probabile che la questione, chiuse le urne, si trasferisca in Commissione Antimafia. Le opposizioni hanno già chiesto un intervento e, in base a quanto scrive sempre l’Ansa, la prossima settimana saranno valutate in ufficio di presidenza dell’organo parlamentare le richieste per una audizione di Delmastro. La volontà, si legge sull’Ansa, è quella di chiarire la questione senza alcuna intenzione di tirarsi indietro. Agli atti dell’Antimafia, tra l’altro, già da tempo ci sarebbero i faldoni relativi all’indagine sul clan Senese. Una maxi indagine portata avanti dai pm della Dda di Roma e arrivata a conclusione.

Meloni: “Il sottosegretario Delmastro resta al suo posto”. Le reazioni

Sul caso è intervenuta direttamente anche la premier Giorgia Meloni: “Quello che si può dire al sottosegretario Delmastro è che forse avrebbe dovuto essere più accorto ma da questo a segnalare che il sottosegretario Delmastro, che sta sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, abbia contiguità con la mafia ce ne passa”. “Quindi resta al suo posto?“, le è stato chiesto. “Sì”, è stata la risposta di Meloni. “Sul caso Delmastro voglio dire una cosa. Leggo che la segretaria Schlein sa dalla stampa che io sapevo questa cosa da un mese, il che mi diverte moltissimo, perché io scopro la vicenda Delmastro dalla stampa e scopro dalla Schlein che lo ha letto sulla stampa, che lo sapevo da un mese”, ha aggiunto poi Meloni interpellata dai cronisti a Bruxelles sul caso del sottosegretario Andrea Delmastro. “Forse ci dovremmo anche interrogare su un certo modo di fare giornalismo, atteso che io l’ho appreso dalla stampa. Quindi non lo potevo sapere da un mese. Non so che cosa abbia letto Elly Schlein, ma sicuramente ha letto una fake news, perché di questo stiamo parlando”, ha aggiunto.

Crosetto: “Delmastro? Sa dell’interesse dei magistrati verso il governo”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto a Omnibus ha detto: “Per quel che conosco Andrea Delmastro possono dirmi di tutto ma non che sia una persona che volontariamente e consapevolmente possa avere rapporti con i camorristi. Essendo sottosegretario alla Giustizia, sapendo l’interesse che c’è da parte dei magistrati verso qualunque esponente di governo, non penso abbia fatto nulla di male o almeno nulla che consapevolmente potesse arrecargli danno, quindi penso saprà difendersi tranquillamente da solo“.

Scarpinato: “Delmastro inadatto a ricoprire la carica doveva sapere di chi era socio”

In un’intervista a La Stampa, il senatore M5S ed ex magistrato antimafia, Roberto Scarpinato, ha dichiarato: “La sua carica lo obbligava, per senso elementare di responsabilità istituzionale, a verificare in modo approfondito la biografia familiare di quella diciottenne. Se non lo ha fatto dimostra di non avere i requisiti per continuare a coprire quella carica. Se invece lo ha fatto, la vicenda è ancora più inquietante”. “Per valutare la gravità del caso – ha aggiunto- occorre premettere che il clan Senese fa parte del Gotha della mafia nazionale ed è al centro del processo Hydra“. “Delmastro e politici di primo piano di FdI in Piemonte – ha proseguito Scarpinato – hanno costituito una società con la figlia diciottenne di uno dei più noti prestanome dei Senese da anni sotto processo e condannato con sentenza definitiva. Non entro in valutazioni penali che non mi competono, ma è indubbio che siamo molto al di là della leggerezza”. Delmastro dice di avere lasciato le quote dopo avere scoperto il legame con il clan.

“È evidente – ha affermato ancora – che nessuno costituisce una società con una diciottenne che detiene la maggioranza delle quote ed è amministratrice, senza prima informarsi di quale gruppo familiare quella ragazzina faccia parte, quali competenze abbia quel gruppo nel settore della ristorazione, quale sia la sua solidità economica”. Il sottosegretario poteva non sapere che la sua socia in affari era la figlia di quello che è considerato uno dei prestanome di Michele Senese? “Non stiamo parlando di un comune cittadino – è andato avanti l’ex pm -, ma di un esperto avvocato penalista e di uno dei massimi vertici delle istituzioni che aveva tutti gli strumenti necessari per rendersi conto di chi erano i suoi soci in affari. La società è stata costituita e mantenuta in vita quando Delmastro rivestiva la delicatissima carica di sottosegretario alla Giustizia“.

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