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Politica

di Antonino D'Anna

assemblea pd 500 (2)

Fermento nel mondo della politica cattolica. Le vicende abbastanza travagliate vissute dal Partito Democratico nelle ultime settimane che hanno avuto il loro apice nel corso dell'elezione del presidente della Repubblica, con la doppia bocciatura di Franco Marini e quella – ancora più clamorosa – di Romano Prodi, affondato da 105 parlamentari PD che non gli hanno voluto dare i voti necessari per ascendere al Quirinale, avrebbero messo sul chi vive l'anima cattolica del partito. Tanto che qualcuno arriva a ipotizzare una futuribile scissione dei cattopiddì (specie nel caso in cui il Nazareno virasse decisamente a sinistra), che potrebbero finalmente ritrovarsi a sinistra in un raggruppamento capace di captare ex UDC e delusi PDL. Mentre nel frattempo, per adesso, Sant'Egidio da Scelta Civica sembrerebbe restare a guardare.

IL RITORNO DI TODI- Dal Nazareno non mancano di sottolineare ad Affaritaliani che qualcosa si sta muovendo. Il primo segnale viene indicato dalla decisione presa da Argomenti 2000, l'“Associazione di amicizia politica” guidata dal parlamentare cattopiddì Ernesto Preziosi, di riunirsi proprio a Todi il 22 e 23 giugno. Un incontro organizzato da un nome come Preziosi, rimasto perplesso rispetto ai tentativi di Todi 1 e 2, il quale spiega nella newsletter di Aprile di Argomenti 2000: “Le difficoltà in cui versa il PD e la mancata partenza della lista centrista, rendono, per quanto ci riguarda, ancora più difficile la situazione. La lista che ha fatto riferimento a Monti sperimenta, come era prevedibile, una scarsa omogeneità interna e il PD mostra tutti i guasti conseguenza del non aver costruito il progetto con cui si era presentato agli elettori. In questo partito che si è candidato ad essere il perno del rinnovamento e del cambiamento, nella debolezza e contraddittorietà della leadership nazionale, si è assistito al tragico spettacolo messo in scena dalla pessima gestione dell'elezione presidenziale”. E ancora: “Non c'è pertanto da stupirsi se si parla oggi di un rischio di divisione tra quelle componenti che, anziché saldarsi in un progetto, hanno preferito il gioco pericoloso del continuo smarcarsi e del puntare a raccogliere, di caso in caso, qualche utilità marginale. Neppure in queste ore si assiste ad un soprassalto di dignità politica e le voci che si levano sembrano essere ancora rivolte ad incassare qualche risultato, per una componente o addirittura per una fascia generazionale, approfittando delle difficoltà del partito”.

IL CATTODISAGIO- Insomma, Preziosi non le manda certo a dire. Perché osserva, sempre nella newsletter, che quello politico attuale è: “Un panorama desolante, peggiore di quanto fosse possibile immaginare anche dopo la mancata vittoria elettorale. Dal punto di vista poi della presenza del cattolicesimo democratico, la situazione offre un ulteriore elemento problematico: l'eventuale riarticolazione del PD in un soggetto di sinistra di esplicito riferimento socialdemocratico che eventualmente inglobi anche forze oggi presenti a sinistra del partito, vedrebbe con ogni probabilità il costituirsi di un'altra componente caratterizzata più come neoliberista che riferita alla ispirazione cristiana. Temi su cui riflettere e su cui dibattere”. Insomma, chi più chi meno apertamente comincia a ipotizzare l'esplosione del PD, partito dalle due anime che non si sarebbero miscelate adeguatamente. Come se non bastasse, dicono ad Affari che la mancata elezione di Prodi avrebbe spinto i prodiani a prendersela con i dalemiani e con i cattolici di area franceschiniana. Si agiterebbe anche il Mo-Dem, che sembrerebbe abbastanza in fibrillazione.

REBUS SANT'EGIDIO- Se al Nazareno piangono, da Scelta Civica c'è chi resta a guardare. È la componente cattolica rappresentata dalla Comunità di Sant'Egidio di Andrea Riccardi, che per il momento sembrerebbe attendere. Ma c'è chi è pronto a scommettere, in casa cattopiddì, che nel caso Todi – o come lo si vorrà chiamare – dovesse riuscire davvero a calamitare i cattolici democratici in un nuovo soggetto, se insomma questa scissione divenisse realtà, allora anche la Comunità sarebbe pronta a rientrare in gioco, sia pure pagando qualche dazio in senso politico visto che il banco di Todi 2 è saltato – così vi ha alluso Natale Forlani in un'intervista al Corriere prima delle elezioni – proprio a causa del balzo in avanti di Sant'Egidio. Sarà l'evoluzione della situazione a chiarire eventuali scelte dei riccardiani.

TUTTI INSIEME. C'E' ANCHE MAZZOTTA?- Insomma, se il PD esploderà, il nuovo soggetto politico potrebbe vedere insieme i cattopiddì a vario titolo, gli orfani di Todi, Sant'Egidio e... quelli dell'Istituto Sturzo, come ad esempio l'economista Pellegrino Capaldo. Sì, si parla anche di questo scenario: nel raggruppamento potrebbero entrare personalità vicine all'Istituto presieduto da Roberto Mazzotta, che a suo tempo era stato indicato come possibile federatore dei cattolici democratici per la nascita di un nuovo soggetto politico cattolico capace di intercettare scontenti di PD e PDL, più eventualmente Mario Monti. A proposito dell'Istituto Sturzo, marzo ha visto la nomina del nuovo segretario, Giuseppe Sangiorgi. Romano, 65 anni, già direttore del Popolo, presidente dell'Istituto Luce, commissario dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, buon conoscitore della Prima Repubblica, della sua politica e riti, adesso coopererà al progetto evolutivo dello Sturzo: trasformarlo in una internet company della cultura civile del Paese. E qualcuno ipotizza che questo potrebbe essere uno degli ultimi atti della presidenza Mazzotta. Vedremo.

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