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Sfida Toti-Salvini per la leadership. Centrodestra, l’accordo c’è già

Centrodestra, listone unitario se resta l’Italicum. Il patto Forza Italia-Lega-Fratelli d’Italia

INSIGHT – Il dado è tratto. Il Centrodestra, al di là delle divisioni a Roma e Torino, già guarda alle prossime elezioni politiche che, comunque vada il referendum istituzionale di ottobre, saranno quasi certamente all’inizio del 2017 (febbraio o marzo è l’ipotesi più probabile)

PARTECIPA AL SONDAGGIO – Leadership del Centrodestra, verso una sfida fra Giovanni Toti e Matteo Salvini. Tu chi vorresti come candidato premier contro Renzi e i 5 Stelle? VOTA

Il dado è tratto. Il Centrodestra, al di là delle divisioni a Roma e Torino, già guarda alle prossime elezioni politiche che, comunque vada il referendum istituzionale di ottobre, saranno quasi certamente all’inizio del 2017 (febbraio o marzo è l’ipotesi più probabile). Dietro le quinte, tanto in Forza Italia quanto in Lega-Fdi danno per certa la nascita di una lista unitaria (se restasse l’Italicum) o di una coalizione (qualora la legge elettorale cambiasse). Il listone unico potrebbe chiamarsi, ma sono ancora le prime bozze, ‘Viva l’Italia’ o ‘Vince l’Italia’. Esclusi ‘I Repubblicani’ (“che ricordano Spadolini e non l’Old Party Usa”, afferma un azzurro di lungo corso) così come la parola unità (“sa di sinistra”) o Lega (“troppo simile al Carroccio”).

E il leader? Secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di rivelare, si sta andando verso le primarie (meglio se regolate per legge, come prevede una proposta legata alla riforma dei partiti) fra Giovanni Toti e Matteo Salvini. Il Governatore della Liguria, sondaggi alla mano, è l’unico leader azzurro (tranne Berlusconi) spendibile. E infatti sta già corteggiando, con una legge regionale sulla famiglia scritta con il Cardinal Bagnasco, i centristi di Quagliariello e Giovanardi e quella fetta di Area Popolare-Ncd (guidata da Maurizio Lupi) che non vuole correre con il Pd. Possibile anche una convergenza con Raffaele Fitto, leader dei Conservatori e Riformisti. Si tratta quindi di un’area che si richiama al Ppe, moderata e cattolica che troverebbe in Toti, sponsorizzato dall’ex Cavaliere, il candidato alle primarie del Centrodestra. Sul fronte opposto, ovviamente, Matteo Salvini che, oltre al pieno sostegno della Lega avrebbe anche l’appoggio di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

Per Giorgia Meloni, infatti, non avrebbe molto senso disperdere i voti di destra con una propria candidatura di bandiera, magari con Fabio Rampelli. La sfida sarebbe quindi Toti-Salvini con qualche altro candidato minori, ad esempio Vittorio Sgarbi (sempre pronto a scendere in campo in queste occasioni) e Gianfranco Rotondi con la sua Rivoluzione Cristiana. I risultati delle primarie, oltre a decidere il leader e candidato a Palazzo Chigi anti-Renzi e anti-M5S, servirebbero anche per stabilire le quote spettanti ai singoli partiti all’interno del listone unitario, sempre che si vada al voto con l’attuale legge elettorale.