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Governo, Romani (Forza Italia): il Patto del Nazareno non risorge

Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, a tutto campo su Affaritaliani.it. Dalle lite nel Centrodestra sulle elezioni amministrative al rapporto Berlusconi-Renzi, passando per Telecom e Mediaset…

“Penso che il Centrodestra sia obbligato, come proiezione politica futura, ad andare d’accordo, anche alle elezioni amministrative. A Roma forse abbiamo perso un’occasione, ma questo non vuol dire che si debba perdere la stessa occasione in tutte le altre città italiane. Abbiamo il buon esempio di Milano e di altre città dove c’è già l’accordo, mi auguro che quest’accordo si possa trovare anche nelle città dove ad oggi ancora non c’è”. Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato, intervistato da Affaritaliani.it, commenta così la possibilità per il Centrodestra di ritrovare l’unità alle prossime elezioni comunali. Quindi a Roma ormai non ci sarà nessun accordo… “No, ad oggi sembra che la divisione non abbia prospettive di riconciliazione, però credo che in politica possano prevalere sempre la buona volontà e il buon senso e, quindi, mi auguro che anche su Roma si possa trovare una soluzione unitaria”. Quanto a un possibile passo indietro di Guido Bertolaso, auspicato da Meloni e Salvini, Romani afferma: “Ad oggi mi sembra molto difficile perché la scelta di Bertolaso è avvenuta comunque anche con la condivisione degli alleati. E quindi oggi chiedere a Bertolaso un passo indietro mi sembra che sia una contraddizione rispetto a quanto di comune accordo era stato stabilito”. Qualcuno in Fratelli d’Italia e nella Lega ha ipotizzato che Torino e Napoli possano andare a Forza Italia in cambio di un passo indietro di Bertolaso, che cosa ne pensa? “Roma di per sé sembra un caso che vada risolto all’interno di un ragionamento che riguarda la stessa città di Roma. Per quanto riguarda tutte le altre città, siccome c’è una larga prevalenza oltre che locale anche politica, non mi sembra così difficile trovare un punto di intesa. Compresa Torino, Napoli e Bologna”.

Si è parlato di un riavvicinamento di Berlusconi a Renzi dopo le liti nel Centrodestra sulle candidature alle Comunali, è così? “No, assolutamente no. Direi che le distanze semmai sono aumentate. Nel senso che le inadeguatezze del governo Renzi ormai stanno per diventare evidenti alla maggior parte degli italiani. E non saremmo certo noi, che comunque non abbiamo mai avuto un accordo di governo ma abbiamo avuto solamente un tentativo di fare insieme le riforme costituzionali e li ci siamo fermati, a dare una mano a questo esecutivo”, risponde Romani. Quindi, visto che siamo anche nel periodo pasquale, il Patto del Nazareno non risorge? “L’occasione potrebbe essere da un punto di vista religioso ghiotta, ma ho l’impressione che politicamente sia del tutto priva di speranze”, spiega il presidente del senatori di Forza Italia. Si è scritto anche che il Patto del Nazareno potesse risorgere attraverso la Telecom guidata magari da Flavio Cattaneo con un accordo Mediaset… “La logica delle aziende è assolutamente indipendente dalla politica”, replica Romani. “Penso che la politica per quanto riguarda queste cose debba interessarsi – come ci siamo sempre interessati, maggioranza e opposizione – a che l’Italia sia dotata di una straordinaria infrastruttura dell’ict che è la fibra, sulla quale ancora non ci sono idee chiare. Per quanto riguarda le nomine delle aziende private è assoltamente fantapolitica e non c’entrano né il Nazareno né i partiti”.

Quanto all’ipotesi di un governo di larghe intese vista l’emergenza terrorismo, balenata da Renato Brunetta, Romani è estremamente cauto: “Quando sono in gioco gli interessi nazionali Forza Italia è sempre stata disponibile a un ragionamento unitario, nel senso di affrontare insieme l’emergenza che a seconda dei momenti storici si è manifestata. Di qui a dire che c’è la possibilità di un governo di larghe intese mi sembra largamente, largamente prematuro. Non ci sono le condizioni politiche, siamo a un anno o due dalle elezioni politiche e non conosciamo su questi argomenti le intenzioni del governo, dato che anche sull’emergenza terrorismo ci sono poche idee e molto confuse. Voglio ricordare – afferma Romani – un episodio recentissimo, di ieri, ovvero la riconquista di Palmira, patrimonio dell’uminità, da parte delle truppe siriane di Assad con il contributo dell’aviazione e forse anche dei corpi speciali russi sul terreno. Questo fatto non è stato salutato dalla comunità internazionale, come se non fosse mai avvenuto, e c’è un’ipocrisia profonda quando invece il ministro Franceschini dice ‘adesso mandiamo i caschi blu della cultura’. Ma se non avessero liberato i russi e i siriani Palmira, cosa avremmo mai potuto fare?”, si chiede Romani.