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Centrosinistra, concluse le trattative da mercato delle vacche

Il segretario del Pd chiude anche con Bonelli, Fratoianni, Di Maio e Tabacci. Il Churchill dei Parioli tace (ma è furioso)

Centrosinistra, concluse le trattative da mercato delle vacche
enrico letta

Centrosinistra, finiscono le trattative da mercato delle vacche. Letta ha fregato Calenda

Alle fine l’accordo tra Letta egli alleati, almeno sulla carta, c’è. Bonelli e Fratoianni chiudono un 80/20, Calenda un 70/30 e alla fine Di Maio e Tabacci un 92/8. Insomma un mercato delle vacche i cui i ruminanti sono i collegi uninominali. La cosa divertente di questo ircocervo di coalizione che qualcuno comincia a chiamare l’”Arca di Noè” è che ancora non si sa se starà veramente in piedi nel senso che qualche bestia, per restare nella metafora bersaniana, potrebbe scappare già da subito.

Infatti, il primo a chiudere l’accordo facendo la parte del solito maleducato ed alzando la voce (tanto che Bonelli gli aveva detto che era un bambino da rieducare) è stato proprio lui, il Churchill dei Parioli, al secolo CarlucciotretatuaggiCalenda che però si era illuso già di comandare (cercando di fregare a Letta il ruolo) e aveva escluso gli altri due soggetti e cioè i VerdiSinistra e Di MaioTabacci. Però Letta Nipote non solo non è fesso, nonostante sia stato “serenato” da quel discolaccio di Renzi, ma è anche un ex democristiano che alla fine il bidone pare averlo tirato proprio a Calenda.

Infatti l’urlatore di piazza Euclide si era già ampiamente pavoneggiato per aver fottuto gli altri due concorrenti – alleati perché mai e poi mai sarebbe stato con i comunisti i verdi e soprattutto Di Maio. Giggino ‘a cartelletta che ieri era finito seriamente nei guai perché i suoi non volevano firmare alcuna accettazione di candidatura con il Pd perché avevano capito che Di Maio corre solo per se stesso e che il Pd stava preparando loro un bel pacco dando solo qualche seggio ai vertici. Stranamente Calenda ieri non ha parlato e si è chiuso in uno sdegnoso mutismo con una crisi isterica assai prevedibile. Dato che di solito è un ciarliero della più bell’acqua la vicenda si fa interessante.

È probabile che l’ex portaborse di Luca Cordero di Montezemolo -suo padrone in Italia Futura (che tra l’altro mai nacque) – ora tiri fuori una delle sue solite lamentazioni ad alta voce e ricominci con la solfa del Terzo Polo con il suo amico / nemico Matteo Renzi che i due davano (nel loro libro dei sogni) al 10%. Però ora Matteo ha detto che corre da solo ma siamo sicuri che se Calenda taglia la corda da Letta & company il rignaniano lo accoglierà a braccia aperte con la paura che ha di non farcela a superare lo sbarramento del 3%.

Certo che dopo la doppia razione di legnate gengivali prese ieri con l’entrata nell’uninominale di Bonelli, Fratoianni, Di Maio e Tabacci dovrebbe essere difficile che lo scalmanato toro di Monte Sacro possa restare, ma la strizza di rimanere fuori per lui è tanta come per l’eterna pasionaria radicale, Emma Bonino, con le terga eternamente vinavillate alla poltrona al pari di Giggino ‘o traditore. Questi sono fattori che fanno letteralmente miracoli e alla fine non ci sarebbe poi così da meravigliarsi di una bella foto di gruppo della coalizione “Arca di Noè” che ha imbarcato tutto e di più in nome della sacra battaglia per combattere il centro – destrafascista” e ancora pericoloso per la Repubblica (non il giornale).