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Chi è Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri finito al centro delle polemiche per l’incontro con l’ambasciatore russo

Il viceministro degli Esteri è finito al centro delle polemiche per l’incontro con l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Aleksej Vladimirovich Paramonov

Chi è Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri finito al centro delle polemiche per l’incontro con l’ambasciatore russo

Dalle forze armate alla fondazione di Fratelli d’Italia: ecco chi è Edmondo Cirielli, il numero due della diplomazia del governo Meloni

Il nome di Edmondo Cirielli è tornato al centro del dibattito politico dopo la notizia di un incontro con l’ambasciatore russo in Italia, Aleksej Vladimirovič Paramonov. Il viceministro degli Esteri ha confermato il colloquio spiegando che si è trattato di un incontro istituzionale, richiesto dalla diplomazia russa e svolto alla presenza di funzionari della Farnesina. Una spiegazione che non ha placato le polemiche, con tanto di richieste di dimissioni avanzate dalle opposizioni. Ma chi è Cirielli e quale percorso lo ha portato oggi ai vertici della diplomazia italiana?

Dalla carriera militare alla politica

Nato a Nocera Inferiore il 22 maggio 1964, Cirielli proviene da una famiglia legata alle forze armate: il padre era ufficiale dell’esercito. Nel 1980 entra alla storica Scuola militare Nunziatella di Napoli, dove consegue la maturità scientifica. Prosegue poi la formazione militare all’Accademia Militare di Modena e alla Scuola ufficiali dei carabinieri di Roma. Parallelamente porta avanti un percorso universitario articolato: si laurea in giurisprudenza all’Università di Parma e successivamente in scienze politiche e in scienze della sicurezza all’Università degli Studi di Salerno. Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, entra in aspettativa con l’inizio dell’attività parlamentare e nel 2020 riceve la promozione onorifica al grado di generale di brigata.

Gli inizi in Alleanza Nazionale

L’ingresso in politica avviene negli anni Novanta con Alleanza Nazionale. Nel 1995 viene eletto consigliere regionale in Campania a sostegno del candidato presidente Antonio Rastrelli. Alle regionali del 2000 viene riconfermato e ricopre l’incarico di questore del Consiglio regionale. Nel frattempo diventa anche presidente provinciale di AN a Salerno, rafforzando il suo ruolo nella destra campana.

Nel 2001 viene eletto alla Camera dei deputati nel collegio di Nocera Inferiore con la coalizione di centrodestra Casa delle Libertà. Durante la legislatura lavora in diverse commissioni, tra cui Giustizia e Affari esteri, diventando anche vicecapogruppo del gruppo parlamentare di AN. Nel 2005 promuove una riforma della prescrizione e delle pene per alcuni reati, una norma poi modificata dal Parlamento e divenuta nota come “ex Cirielli”.

Cirielli viene rieletto alla Camera nel 2006 e nel 2008, quando il centrodestra si presenta sotto il simbolo del Popolo della Libertà. Durante la XVI legislatura diventa presidente della Commissione Difesa.

Presidente della Provincia di Salerno

Nel 2009 lascia temporaneamente il Parlamento per candidarsi alla guida della Provincia di Salerno. Viene eletto presidente al primo turno con oltre il 55% dei voti. L’esperienza amministrativa si interrompe nel 2012 quando il consiglio provinciale approva una mozione che sancisce l’incompatibilità tra l’incarico di presidente della Provincia e quello di parlamentare. Cirielli decade quindi dalla carica.

Nel dicembre 2012 partecipa alla scissione dal Popolo della Libertà guidata da Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Guido Crosetto che porta alla nascita di Fratelli d’Italia. Alle elezioni politiche del 2013 viene rieletto alla Camera e ricopre il ruolo di segretario dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, oltre a essere capogruppo del partito in Commissione Affari esteri.

Nel 2018 viene nuovamente eletto deputato e diventa questore della Camera, uno dei ruoli più importanti nella gestione amministrativa di Montecitorio. Nello stesso periodo entra anche nell’Assemblea parlamentare della NATO.

Viceministro degli Esteri nel governo Meloni

Alle elezioni politiche del 2022 viene rieletto alla Camera con Fratelli d’Italia. Con la nascita del governo guidato da Giorgia Meloni, viene nominato viceministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, affiancando il ministro Antonio Tajani. Nel corso del mandato si è occupato di diversi dossier di politica estera e ha assunto posizioni molto nette su alcune questioni internazionali, tra cui il conflitto nel Nagorno-Karabakh, dove ha espresso posizioni considerate vicine all’Azerbaigian.

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