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Chi è Emanuele Merlino, l’ex capo della segreteria tecnica del Mic licenziato da Giuli

Una figura che possiede una lunga esperienza nella divulgazione storico-culturale

Chi è Emanuele Merlino, l’ex capo della segreteria tecnica del Mic licenziato da Giuli

Dalla Rai al Ministero della Cultura, ecco chi è Emanuele Merlino: l’uomo vicino a Fazzolari licenziato da Alessandro Giuli

Ennesimo colpo di scena al Ministero della Cultura. Il ministro Alessandro Giuli ha firmato i decreti di revoca per due figure chiave del suo staff: Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica, ed Elena Proietti, responsabile della segreteria personale del ministro. Secondo quanto scritto da Corriere e Repubblica, la decisione sarebbe maturata nell’ambito di un riassetto degli uffici di diretta collaborazione, basato sul rapporto fiduciario che lega il ministro ai suoi collaboratori più stretti.

Secondo quanto si legge sul Corriere, la conferma sarebbe arrivata anche da esponenti di Fratelli d’Italia, che hanno ricondotto la scelta alla necessità di garantire “totale sintonia” tra il vertice politico e lo staff operativo del dicastero. Le motivazioni specifiche del provvedimento non sono state ufficialmente dettagliate dal ministero, ma tra le ricostruzioni circolate emergono tensioni interne e criticità gestionali su alcuni dossier sensibili. Nel caso di Merlino, in particolare, viene richiamata anche la gestione del finanziamento di un documentario dedicato a Giulio Regeni, che avrebbe contribuito ad alimentare il clima di frizione interno.

Chi è Emanuele Merlino

Figura di lungo corso nell’ambito della comunicazione culturale e della divulgazione storica, Emanuele Merlino ha ricoperto fino a pochi giorni fa il ruolo di Capo della Segreteria Tecnica del Ministero della Cultura. Prima dell’esperienza ministeriale, ha collaborato con la Rai come autore e consulente per programmi di taglio storico-culturale, intervenendo anche come esperto in trasmissioni televisive.

Parallelamente ha sviluppato un’attività editoriale molto riconoscibile nell’ambito della narrativa storica e della pubblicistica. È autore dei fumetti Foiba Rossa. Norma Cossetto: storia di un’italiana e Nazario Sauro. Figlio dell’Istria, eroe d’Italia, oltre ai volumi Poema di Fiume, Eroi. 22 storie dalla Grande Guerra e Terra Benedetta, insieme a diversi saggi di carattere storico e sociale. La sua attività non si è limitata all’editoria: Merlino ha organizzato festival culturali multidisciplinari, scritto e portato in scena spettacoli teatrali come Dai poeti armati alla Grande Guerra, realizzato con il patrocinio istituzionale per le celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale, e ha curato per tre edizioni la regia del festival della magia di Roma Supermagic.

Emanuele Merlino è figlio di Mario Merlino, storico militante della destra extraparlamentare, coinvolto nelle vicende giudiziarie e investigative relative alla stagione della strategia della tensione e alla strage di Piazza Fontana. Una vicenda complessa che, nel corso degli anni, è tornata più volte all’attenzione pubblica e giudiziaria. Chiamato alla guida della segreteria tecnica del Ministero della Cultura dall’ex Gennaro Sangiuliano, Merlino ha un ruolo chiave all’interno di Fratelli d’Italia, dove ha ricoperto incarichi organizzativi rilevanti, tra cui quello di coordinatore della cultura nel Lazio, oltre a essere intervenuto pubblicamente in occasione di eventi e conferenze del partito.

Nel tempo, Merlino è stato descritto anche come uno degli interpreti della strategia culturale della destra guidata da Giorgia Meloni, con un ruolo attivo nella riflessione sul rapporto tra politica e mondo intellettuale. In alcuni suoi interventi e documenti interni, ha sostenuto la necessità di rafforzare una rete culturale alternativa a quella dominante, capace di dare visibilità a autori e contenuti vicini all’area politica di riferimento e di incidere nel dibattito pubblico attraverso una maggiore presenza nei media e nella produzione culturale. Merlino ha più volte partecipato a eventi pubblici e conferenze, dove ha sottolineato l’importanza della memoria storica come elemento centrale dell’identità politica e culturale del Paese, ribadendo la necessità di una narrazione consapevole del passato per orientare il presente.

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