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Chi era Barbara Spinelli, la giornalista figlia di Altiero che portava l’Europa nel nome e nella vita

Firma di Repubblica, Corriere e Stampa, fu eurodeputata e tra i promotori della lista L’Altra Europa con Tsipras

Chi era Barbara Spinelli, la giornalista figlia di Altiero che portava l’Europa nel nome e nella vita

Chi era Barbara Spinelli, la giornalista e politica morta a Roma all’età di 80 anni

È morta oggi a Roma, a 80 anni, Barbara Spinelli. Giornalista, saggista, politica, ha attraversato mezzo secolo di vita pubblica italiana portando con sé un’eredità che era anche un destino: quella del federalismo europeo.

Nata a Roma il 31 maggio 1946, era figlia di Altiero Spinelli e di Ursula Hirschmann, entrambi pionieri dell’idea di un’Europa unita. I due si erano conosciuti a Ventotene, dove erano confinati per la loro attività antifascista. Lui era allora un militante del Pci, lei un’ebrea tedesca, sorella dell’economista Albert O. Hirschman, ed era sposata con il socialista liberale Eugenio Colorni, da cui aveva avuto tre figlie. Una famiglia allargata dove Barbara è cresciuta, con le sorelle Silvia, Renata, Eva, Diana e Sara, in un ambiente dove la politica era una questione domestica.

Giornalista professionista dal 1974, Spinelli cominciò scrivendo per Il Globo e fu tra i fondatori de La Repubblica. Tra il 1984 e il 1985 passò al Corriere della Sera e a La Stampa, prima come corrispondente da Parigi, città in cui finì per vivere, poi come editorialista. Nell’ottobre 2010 tornò a Repubblica, dove rimase fino al giugno 2014. Dal 2016 collaborava con Il Fatto Quotidiano. Fu la compagna di Tommaso Padoa-Schioppa, economista e politico, tra gli artefici della moneta unica europea, fino alla morte di lui nel dicembre 2010. Un legame che univa, ancora una volta, la sua vita privata al cantiere europeo.

La militanza

Il passaggio dalla scrittura alla militanza arrivò nel 2013, quando firmò con altri una petizione, sostenuta da MicroMega, perché il Parlamento applicasse la legge del 1957 sull’eleggibilità e fosse impedita la candidatura al Senato di Silvio Berlusconi per conflitto d’interessi. Iniziative analoghe, nel 1994 e nel 1996, erano state respinte dalla Giunta delle elezioni della Camera. Nel 2014 fu tra i promotori principali de L’Altra Europa con Tsipras, la lista unitaria della sinistra italiana nata per sostenere la candidatura di Alexīs Tsipras alla presidenza della Commissione europea. Fece parte del collegio dei garanti e si candidò come capolista in tre circoscrizioni. Con 36.759 preferenze risultò prima nell’Italia centrale e con 27.955 nell’Italia meridionale, eletta in entrambe.

Inizialmente, Spinelli aveva annunciato che avrebbe rinunciato ai seggi, ma il 7 giugno cambiò idea, dopo settimane di tensioni all’interno della coalizione. Optò per la circoscrizione centrale, lasciando fuori Marco Furfaro di Sel e consentendo l’elezione di Eleonora Forenza, di Rifondazione Comunista, nel Sud. Una decisione che le attirò critiche. L’11 maggio 2015 lasciò la lista, definendola un “progetto fallito”, e concluse il mandato a Strasburgo come indipendente nel gruppo Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica.

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