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Politica

di Pietro Mancini

Secondo Barbara Palombelli, giornalista di Mediaset e moglie dell'ex Sindaco di Roma, "Cicciobello" Rutelli, per la città -alle prese con lo tsunami politico, seguito all'inchiestona di Pignatone su "Mafia capitale"- il commissario ideale, che potrebbe rimettere in sesto il Campidoglio, sarebbe il generale Leonardo Gallitelli, attuale Comandante generale dell’Arma dei carabinieri.

Dal messaggio tranquillizzante e di fiducia, che Renzi ha voluto trasmettere, ai romani, al Paese e all'estero, presentando la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, con la proposta di Palombelli, si passa all'espulsione della politica dal ruolo di guida e di gestione democratica di una grande città.

La "città eterna" in mano all’Arma – per un periodo abbastanza lungo da garantire trasparenza e legalità – sarebbe, per la moglie dell'ex deputato radicale, una "grande soluzione". "Se Matteo Renzi (che ha prorogato Gallitelli, destinato ad andare in pensione il 31 ottobre scorso) lo indicasse come commissario straordinario-ha scritto Palombelli su "Il Foglio"-saremmo tutti molto felici e rassicurati. Dopo un bel repulisti, ma davvero dalle radici, si potrebbero riavvicinare alla politica i tanti, che oggi la schifano".

Non siamo d'accordo con donna Barbara. E' legittimo il suo giudizio, molto negativo, sull'attuale Sindaco, Marino. Ma il medico ligure, che non è inquisito, dovrà essere giudicato dai romani, che decideranno se bocciarlo o confermarlo in Campidoglio, quando e se si ripresenterà, al termine del suo mandato. Anche se, ieri, nonna Rosy Bindi, avversaria di Renzi, ha parlato di infiltrazioni mafiose anche nell'attuale giunta.

E', tuttavia, molto pericolosa l'idea che la corruzione possa essere sconfitta, solo esautorando la politica e sostituendola con i magistrati e con i militari.

Ricordiamo, con preoccupazione, ai più giovani i primi anni 60, quando il leader socialista, Pietro Nenni, denunciò il "tintinnar di sciabole " nelle stanze del Quirinale, occupate da Antonio Segni, DC di destra, che poi lasciò il Colle, in seguito a un ictus cerebrale. E  Lino Jannuzzi, su "L'Espresso", scrisse articoli di fuoco contro il presunto golpe, che sarebbe stato progettato dal generale dei carabinieri, Giovanni de Lorenzo, che Almirante fece poi eleggere deputato, candidandolo nelle liste del MSI, come un alto ufficiale inquisito, l'ex Capo del SID, Vito Miceli.

Certo, Gallitelli non è de Lorenzo, è un alto ufficiale serio, rispettoso delle istituzioni e molto stimato. Ma, con la sua nomina, si creerebbe un precedente inquietante. I media, italiani ed esteri, valuterebbero la sua ascesa sulla poltrona più alta del Campidoglio come la dimostrazione del fallimento della democrazia del nostro Paese e dell'incapacità dei politici di procedere alle riforme e al rinnovamento della classe dirigente.

Sarebbe, dunque, errato procedere alla nomina del generale, che verrebbe valutato come una sorta di "commissario all'onestà" e certificherebbe il disastro del sistema democratico.

No alle soluzioni di emergenza, sì alle riforme e al mantenimento degli organismi esistenti.

Non commettiamo un altro errore dopo quello dell'invocazione di nuove e più severe pene. Non serve la proliferazione di leggi. Tacito diceva : corruptissima Republica, plurimae leges, più le leggi sono numerose, più lo Stato è corrotto.

E anche il Manzoni, ben 150 anni fa, aveva capito tutto : più numerose sono le leggi, più lo Stato è corrotto e più è corrotto, più è proliferativo.

A Barbara Palombelli Matteo Renzi non piace proprio. E gli ha riservato una tanto velenosa quanto inopportuna frecciata : coinvolti nelle trame corruttive di Buzzi e di Carminati "sono proprio i giovani e rottamattori dirigenti romani più vicini al leader del PD".

Gentile signora, Francesco Rutelli poteva non sapere che Luigi Lusi, il cassiere del partito, da lui guidato, la Margherita, pensava a impinguare i propri conti in banca per acquistare, non a sua insaputa, lussuose ville  ? Bene. Allora riconosciamo che l'ex Sindaco di Firenze poteva ignorare che i renziani della capitale andassero, la sera, non a via Veneto, ma a Corso Francia, al distributore di benzina, gestita da "Er Cecato" che, esagerando un filino, si sta descrivendo come l'Al Capone di Vigna Stelluti....

 

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