Nuovo Codice della Strada, stretta sulle auto senza assicurazione e multe più leggere: cosa cambia
Patente a 17 anni, nuove tutele per i motociclisti, obbligo di casco e contrassegno per i cicli a propulsione e una revisione complessiva del sistema delle multe. Sono alcune delle principali novità contenute nelle proposte allo studio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del confronto sul nuovo Codice della Strada con operatori e associazioni di settore. Tra gli interventi previsti c’è l’obiettivo di rendere le sanzioni più semplici e proporzionate alla gravità effettiva delle violazioni. Allo stesso tempo, il Mit punta a rafforzare la linea dura contro chi circola senza assicurazione. I controlli potrebbero essere potenziati attraverso l’integrazione delle banche dati della Motorizzazione e, in caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro del veicolo.
Multe, meno automatismi e più garanzie
Una delle novità riguarda il sistema delle sanzioni. La proposta prevede una riduzione degli incrementi applicati in caso di pagamento difforme e una disciplina più semplice dell’autotutela, per consentire ai cittadini di chiedere l’annullamento dei verbali errati. Particolare attenzione viene riservata anche ai piccoli errori nel pagamento, per i quali si punta a una maggiore proporzionalità. Allo stesso tempo, il progetto prevede lo stop agli aumenti automatici delle multe legati all’inflazione.
Cambierebbero anche i tempi di notifica delle sanzioni accertate da remoto: il termine potrebbe passare dagli attuali 90 giorni a 30 giorni. L’obiettivo dichiarato è ridurre le attese e offrire maggiori garanzie a chi riceve una multa. Il Mit lavora inoltre al potenziamento del ricorso al prefetto e a un sistema più efficace per recuperare le sanzioni non pagate dagli automobilisti stranieri. La riscossione coattiva potrebbe essere effettuata nei cinque anni successivi alla violazione e riguardare anche chi si trova successivamente a circolare in Italia con il veicolo con cui è stata commessa l’infrazione.
Motociclisti, biciclette e circolazione in autostrada
Sul fronte delle due ruote sono allo studio maggiori protezioni per i motociclisti in autostrada. In caso di incidenti o forti rallentamenti potrebbe essere consentito l’utilizzo della corsia di emergenza, a condizione di garantire sempre il passaggio dei mezzi di soccorso. Un’altra proposta riguarda le autostrade e le superstrade a tre corsie. Il Mit sta valutando l’introduzione della circolazione per file parallele, con la conseguente possibilità di superare a destra in determinate condizioni. Una modifica destinata a incidere sulle attuali regole di comportamento in autostrada. Per i cicli a propulsione, utilizzati anche per le consegne a domicilio, è invece allo studio l’introduzione dell’obbligo di casco e contrassegno.
Il nuovo Codice dovrebbe intervenire anche sulla gestione delle persone con disabilità. I Comuni sarebbero chiamati ad aderire alla piattaforma Cude, il Contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità. In caso di mancata adesione, potrebbe essere impedito l’utilizzo dei dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative alla sosta riservata e alle Ztl. Un capitolo specifico riguarda infine la destinazione degli introiti delle multe. La proposta del Mit prevede che il 70% dei proventi venga assegnato all’ente proprietario della strada e destinato a interventi per la sicurezza, mentre il restante 30% andrebbe all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica.
Tra le altre misure allo studio figurano anche interventi contro il degrado urbano e il fenomeno dei veicoli abbandonati. Le modifiche, va ricordato, sono proposte attualmente allo studio e non costituiscono quindi norme già entrate in vigore. Il confronto tra Ministero, operatori e associazioni dovrà definire il contenuto definitivo delle nuove disposizioni.

