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Politica

È stato bravo Enrico Letta quando ha digerito e preso la guida del governo Pd-Pdl. Quel discorso sulle armature dismesse e sul venirsi incontro senza spada per il bene della collettività, aveva convinto molti di noi. Sono bastati pochi giorni, però, perché tutte quelle buone intenzioni si svuotassero. E il Paese tornasse nell'immobilismo.

Il primo provvedimento preso, la sospensione dell'imu, realizza l'obiettivo principe di Berlusconi. Lasciamo stare che per ora è solo una moratoria e che non sappiamo che fine farà la tassazione sulla casa. Ma di certo il Pdl, senza far granché, ha ottenuto il primo risultato per cui si era speso in campagna elettorale. La prova è nel fatto che tutti gli esponenti del Pd, tutti, ripetono ancora che la tassa andrebbe tolta solo a chi ha un reddito più basso, e non a tutti. Come invece vuole il Pdl. Ma non solo. Il provvedimento, se confermato per l'intero anno, servirà a far risparmiare una media di 200 euro a famiglia. Briciole. Inutili a far ripartire l'economia. Fondamentali, però, per segnare un punto al Pdl.

Ma andiamo avanti. Altro annuncio del premier: l'abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti. E qua la matassa si ingarbuglia. Per ora solo di parole si tratta. Se si va a indagare, sono pochi gli esponenti della maggioranza che davvero farebbero a meno dei rimborsi pubblici. Alla fine si andrà verso un sistema misto che accontenterà tutti i partiti ma che cambierà ben poco. Ma il problema è nel messaggio veicolato. Alla fine l'unico partito che, prima delle elezioni, aveva detto no all'abolizione del finanziamento pubblico è stato il Pd. E il partito che aveva detto sì, a parte il M5S, è stato il Pdl. Due a zero. A livello di comunicazione il movimento di Berlusconi sta mettendo a segno tutti gli obiettivi preposti. E, anche per questo, vola nei sondaggi. Il Pd, con un programma confuso e troppo analitico, perde terreno. Pur avendo la guida del governo.

Il dramma però non si manifesta solo nello sgangherato partito di Epifani, ma nelle sorti del Paese. Due obiettivi di grande impatto mediatico ma di scarso valore effettivo. Quasi tutti gli economisti concordano nell'inefficacia della sospensione dell'imu per far ripartire l'economia. E chiunque si ponga il problema capisce che l'eventuale stop al finanziamento pubblico, 159 milioni in 5 anni, sarebbe solo una goccia nel mare.
Decisioni Inutili, quindi, al Paese e utili solo al Pdl.

Il governo ne può uscire solo con manovre di crescita reale che muovano, anche di poco, l'economia e rilancino il potere d'acquisto e la politica industriale.
Dopo aver finanziato la CIG in deroga, e questa è una vittoria su cui nessuno può mettere il cappello, ora il governo deve far qualcosa per non far deprimere ulteriormente le spese. L'aumento dell'iva, come previsto, sarebbe una catastrofe per un andamento dei consumi che già nei primi mesi del 2013 ha segnato 4 punti in negativo. Se il Pd non vuole perdere del tutto la possibilità di guidare l'agenda dell'esecutivo, può solo marciare in questa direzione. Si faccia portatore, come un mantra, dello stop all'aumento dell'iva di un punto. Lo ripeta come un traguardo da raggiungere assolutamente. Per una volta dica qualcosa di impatto, e di utilità reale, per primo. Berlusconi lo sta già facendo ma la comunicazione non è ancora arrivata del tutto. Per una volta il partito di Epifani può giocare d'anticipo. Mentre gli altri sono ancora concentrati a dire quanto sono stati bravi a togliere imu e il finanziamento ai partiti, si butti in avanti con qualcosa di concreto. E faccia di tutto per raggiungerlo. La spesa pubblica in Italia è di 800 mld l'anno. Fassina si consumi le meningi a trovarne due per evitare l'inasprimento dell'iva. Si può fare. Se il governo riesce a trovarne due per l'inutile sospensione dell'imu, non può non scovarne altri due per evitare che i consumi si deprimano ancora.
E forse così il Pd avrà raggiunto due obiettivi. Aiutare il Paese a non peggiorare ancora e far passare il messaggio che il partito è in grado di produrre idee e obiettivi utili a tutti, trasversalmente.

Perché la comunicazione è importante. Non sappiamo quanto durerà questo governo ma è chiaro che il partito di Berlusconi, come del resto il movimento di Grillo, è in campagna elettorale continua. E i sondaggi, per quel che valgono, dimostrano che sta facendo bene. Il Pd per ora ha fatto passare solo due idee. Quella dello ius soli, che, nella sua nobiltà di intenti, non è di certo una priorità e ha spaccato il Paese. E quella della ineleggibilità di Berlusconi, che è fuori tempo massimo e per di più vede lo stesso movimento diviso al suo interno. Il partito, prima Ds e poi Pd, ha avuto due occasioni, nel 1996 e nel 2006 quando governava con una maggioranza omogenea, per ottenerla, e non lo ha fatto. Non ha alcun senso farlo ora. Quando, per di più, lo stesso segretario, Epifani, ha dichiarato la sua contrarietà.

Dica qualcosa di utile a tutti  il Pd. E, soprattutto, lo faccia.

Adriana Santacroce
 

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