Di Ernesto Vergani
Mentre i jihadisti tornano a colpire in Africa attraverso gli Shebab somali dimostrando di essere totalmente privi di ragione, mentre il mondo si sofferma sull’intesa tra i “5 + 1” e l’ Iran sul nucleare, in Italia sembra che tutto scorra alla luce di una Pasqua tranquilla.
Papa Francesco lava i piedi ai detenuti di Rebibbia, il neo ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio dopo aver giurato lascia il Quirinale, una vignetta di un importante quotidiano rappresenta il presidente del Consiglio Matteo Renzi come un re e la ministra delle Riforme Costituzionali, Maria Elena Boschi, come una regina.
A guardar meglio sotto il cielo italiano c’è tanta confusione. Si parla sempre più della nuova legge elettorale, il cui iter entrerà a breve nella fase decisiva, come di un fatto irreversibile. Così come dovrebbe essere, alla luce anche della riforma della Costituzione, Matteo Renzi e il suo partito avranno un grande potere davanti a sé.
Perché il posto di Maurizio Lupi (Ncd) di ministro delle Infrastrutture è stato preso da Graziano Delrio (Pd) e non da un altro esponente del Ncd?
La minoranza Pd ha un approccio solo negativo di critica alla legge elettorale. Le richieste di modifica dovrebbero essere fatte per migliorare un impianto positivo, in questo caso sembra che si sia arrivati a uno scontro su un impianto imposto dall’alto. Come si è giunti a ciò?
Sicuramente due principi essenziali della democrazia liberale sono quelli della elezione diretta (declinabile in più forme) e del federalismo e questi due punti nella riforma complessiva della democrazia italiana in atto (riforma della Costituzione più Italicum) risultano non pervenuti. Persino Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, pone raramente l’accento sul federalismo…

