Di Ernesto Vergani
Durante la conferenza stampa di fine anno, Matteo Renzi evidenzia i risultati conseguiti e auspica ritmo, ma evita su certi temi di entrare nel dettaglio e persino usa una terminologia insolita.
Circa l’applicazione del Jobs act agli statali, il premier ricorda che Jobs Act e disegno di legge Madia sono due ambiti distinti e che la questione degli statali sarà risolta in Parlamento proprio con la riforma Madia. Così per spiegare come si risolverà la diatriba su cui si sono concentrati i media in questi giorni, utilizza un lessico inusuale e in apparente contraddizione con l’urgenza delle riforme pure illustrate nel corso della conferenza (articoli costituzionali, fisco, giustizia, lavoro): “basta avere pazienza”.
Alla domanda su quale sarà il metodo utilizzato per la scelta del nuovo capo dello Stato dopo le ormai certe e imminenti dimissioni di Giorgio Napolitano, il premier ha risposto che a tutt’oggi c’è un presidente della Repubblica e che la questione sarà affrontata al momento secondo il percorso costituzionale e il confronto tra i partiti.
Al giornalista che chiedeva riguardo al caso dei due marò italiani e al destino di Massimiliano Latorre invitato dalla giustizia indiana a tornare a Delhi, il premier ha parlato dell’India come di un Paese amico e alleato e dei canali diretti e “legittimi” intrapresi, ma ha eluso l’interrogativo: il fuciliere di Marina rimarrà in Italia?
Sulle elezioni anticipate in Grecia che potrebbero portare al governo il partito di sinistra e anti-austerità Syriza, in un contesto in cui le Borse hanno negativamente reagito alla notizia e alla luce di anni di salvataggio della Grecia da parte della Troika (Commissione europea, Banca centrale europea e Fmi), il presidente del Consiglio ha detto che non mette il naso in vicende di altri Paesi e che si relaziona con l’attuale premier Antonis Samaras.
