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Politica
COMMENTO/ Tra Grillo e la boldrinova ci guadagna il Cavaliere

di Adriana Santacroce

É stato un week end intenso quello appena trascorso. Di rabbia e di attacchi frontali. Di insulti che di politico hanno sempre meno e che fotografano un Paese diviso e lacerato anche nelle istituzioni. Ne esce vincitore solo uno. Ancora lui. Silvio Berlusconi.

I post sul blog di Grillo sulla Boldrini sono vergognosi. Perché insultano la persona invece di attaccare il ruolo politico. Io non so se la Presidente della Camera abbia fatto bene a usare la ghigliottina. Forse avrebbe dovuto adoperarsi perché la vicenda di Bankitalia venisse stralciata da quella dell'imu, come ha suggerito Mentana dal Tg de LaSette. Così non avremmo avuto dubbi. Ma non lo ha fatto. Per questo una dura opposizione in Aula era comprensibile e per certi versi anche condivisibile. Ma l'attacco personale, le volgarità, no. Non perché é una donna. Ma perché é una persona e quello che fa, lo fa come Presidente della Camera, non certo come donna. Proprio per questo, la Presidente, a sua volta, non avrebbe dovuto rispondere parlando dei "potenziali stupratori" che leggono il blog di Grillo. E avrebbe fatto meglio a rimanere sul piano istituzionale. Anche perché la sua funzione é difendere il Parlamento e non la sua persona. E, ancora, perché la polemica dei grilini ha molto di strumentale. Perché questo ostruzionismo non c'è stato anche in Senato? Perché lì é andato tutto liscio? Non so perché ma ho l'impressione che più ci avviciniamo alle elezioni europee più Grillo e i suoi hanno bisogno di alzare la posta per aumentare il consenso. Le prossime consultazioni sono determinanti per il M5S. La scelta di non dialogare nemmeno sul sistema elettorale é stato l'ennesimo segnale. Più urlano e più stanno fuori dal gioco più raccolgono la rabbia. E, a questo punto, trovare un nuovo nemico, nell'arbitro di Montecitorio gli fa solo gioco.

Ma il conflitto di ieri si é manifestato forte e chiaro anche nel battibecco sulla ripresa economica tra il premier e il presidente di Confindustria. Certo, in una fase di privatizzazioni e a casa di chi ha soldi, tanti soldi, che potrebbero esserci utili, é chiaro che Letta si é trovato in pieno marketing. Ma é anche lapalissiano che con il carico fiscale e la burocrazia devastante che devono affrontare le imprese sembra quasi una presa in giro l'invito a guadagnare di più. Certo é che in una fase storica in cui l'economia e il lavoro hanno bisogno di segali fortissimi lo scontro tra Governo e Imprese non é proprio un toccasana. La Fiat si sposta, l'Elecrtolux ammazza i salari e il Presidente del Consiglio dice che va tutto bene. No. Non ci siamo. Non dico che siamo ai livelli dei ristoranti pieni di Berlusconi. Ma un po' di più di autocritica ci vuole. Non siamo scemi e vediamo perfettamente che le cose non vanno bene. Proprio no.

Scontri e attacchi per tutti? No. C'è un altro fatto da registrare che segnala ancora una volta che il mago della ricerca del consenso, non sto dicendo del modo di governare per carità, ma del modo di raccogliere approvazione, sia ancora lui. Silvio Berlusconi. Casini lo ha detto chiaro e tondo. Il sogno neocentrista finisce qui. Il futuro é nel Centrodestra. Con Berlusconi. Stessa sorte per Mario Mauro. Esito scontato per Alfano. Quante volte ho detto che la loro é una separazione di comodo. I cugini del NCD, li chiama il Cavaliere. La legge elettorale che stanno per votare in aula porta, di nuovo, a coalizioni anche eterogenee. Quello che ne avrà più vantaggio sarà ancora lui, il Cavaliere. Nessuno in questi giorni lo attacca più. Nessuno. Renzi lo avrà anche sdoganato dal ghetto in cui si trovava ma lui é stato bravo a riconquistare consenso. A rifarsi un'immagine più moderata e rassicurante. Che poi servirà a qualcosa non credo proprio. Ma la sua capacità di rigenerarsi, ancora una volta, almeno gli va riconosciuta.

@AdriSantacroce

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