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Comuni ingovernabili

I danni della legge Bassanini

Comuni ingovernabili
franco bassanini ape

Lo Stato, tramite i suoi Comuni, ha perso il controllo del territorio e lo vediamo ogni giorno dallo sfacelo in cui versano: strade con buche che sembrano le rovine di Beirut o Aleppo, macchine parcheggiate in seconda o terza fila, violenza diffusa e praticamente impunita, burocrazia impreparata ed inefficiente.

Il caso di Roma è particolarmente emblematico sommandoci una evidente incapacità amministrativa della sindaca Raggi.

Ma quale è la legge che ha permesso il dispiegarsi di questa visione del mondo falsamente libertaria per cui ormai ogni cosa è concessa perché “siamo in democrazia” (la più ripetuta “frase da bar” che si sente di questi tempi in giro).

Ebbene esiste un motivo tecnico come nota argutamente Ernesto Galli della Loggia in un editoriale sul Corriere della Sera.

Si tratta della “famosa” riforma Bassanini (L.59/1997, L.127/1997, L.191/1998, L.275/1999) fatta nel primo governo Prodi nel 1996 – 1997 che di fatto, tra le altre cose, lega l’alta dirigenza comunale alla politica perché viene immessa una “precarizzazione” del rapporto lavorativo che induce il dirigente a schierarsi nettamente da una “parte” se proviene da quella o dall’ “altra” in caso contrario. In ogni caso vi sono benefici: diretti se in maggioranza e indiretti (effetto persecuzione) se all’opposizione (e con la speranza di rientrare in gioco la prossima volta).

Non sappiamo quali fossero le intenzioni di Bassanini e se volesse davvero migliorare il sistema per i cittadini ma si sa che di buone intenzione è lastricata la strada dell’inferno.