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Coniglio d’angora scorticato (per finta), la denuncia animalista

 

Roma, (askanews) – Le associazioni animaliste Peta e One Voice hanno organizzato una protesta a Parigi davanti al ministero dell’Agricoltura per denunciare la produzione di angora e le inaudite sofferenze inflitte a questi conigli.Zampe legate, grida terribili: gli animalisti hanno rievocato così la pratica crudele a cui sono sottoposti i conigli d’angora, ai quali viene strappato invece che tosato il pelo mentre sono vivi, un pelo che servirà a produrre quella lana destinata a capi pregiati.La presidente e fondatrice dell’associazione One Voice, Muriel Arnal:”Le grida dei conigli che sentiamo sono state registrate e filmate in Francia. Chiediamo al ministro dell’agricoltura di vietare questi allevamenti e di vietare il commercio di angora, questo è il motivo per cui siamo qui oggi”.”L’angora sostenibile non esiste, è uno stress enorme per questi conigli, li sentiamo urlare, ce li immaginiamo vivi. Viene loro strappata la pelliccia e con essa viene via anche la pelle. Qualcuno muore di choc termico o semplicemente di choc dopo gli strappi”, spiega.”Abbiamo sporto denuncia contro gli allevatori, per questa pratica crudele. Vediamo se le cose cambiano, ma in ogni modo sappiamo che non esiste una moda etica per l’angora, bisogna che cambino attività, devono riconvertirsi”, aggiunge.Ma una soluzione, secondo Isabelle Goetz, portavoce dell’associazione Peta France, c’è:”Le immagini che pubblichiamo sono anche destinate ai consumatori, basta leggere l’etichetta e fare in modo di non comprare l’angora”.