Giuseppe Conte torna in tv dopo il recente intervento chirurgico e sceglie 4 di Sera, su Rete4, per rispondere duramente a Giorgia Meloni. Il leader del Movimento 5 Stelle replica alle accuse della premier sul Superbonus, ma allarga subito il campo: comunicazione, salari, giovani, tasse e distanza tra governo e cittadini.
“Meloni ha una parlantina di grande livello”, dice Conte, riconoscendole abilità comunicativa e esperienza politica. Poi però affonda: “La politica non è solo comunicazione. I cittadini vedono che sono quattro anni del nulla”.
“Meloni se la deve prendere con sé stessa”
Il primo terreno dello scontro è il Superbonus. Conte respinge l’accusa secondo cui il M5S avrebbe sperperato risorse pubbliche con la misura nata durante la pandemia.
“Meloni se la deve prendere con sé stessa”, afferma. Secondo l’ex premier, il Superbonus fu pensato per rilanciare il Paese in piena emergenza Covid, puntando sull’edilizia come settore capace di generare un forte effetto sull’economia.
Conte sostiene però di non aver gestito davvero la fase successiva della misura: dopo il suo governo, ricorda, è arrivato Mario Draghi, con “venti modifiche legislative”, e poi il governo Meloni. Nel mirino anche Giancarlo Giorgetti, allora ministro dello Sviluppo economico, e le forze di centrodestra che, secondo Conte, avrebbero contribuito ad ampliare la misura.
“La politica non può diventare il teatro delle marionette”
Conte rivendica la responsabilità originaria del provvedimento, ma non quella della gestione successiva. “Di cosa devo rispondere io? Di averla mandata in Gazzetta Ufficiale che doveva durare fino al 2021 e che non me l’hanno fatta gestire?”, chiede.
Poi la frase più dura: “Dobbiamo essere seri in politica, perché sennò la politica diventa il teatro delle marionette, dei pagliacci”.
“Vive nel Paese delle meraviglie”
L’attacco diventa più politico quando Conte accusa Meloni di raccontare un’Italia lontana dalla vita reale. “Giorgia Meloni vive nel Paese delle meraviglie”, dice, riferendosi alla comunicazione del governo sui record economici e occupazionali.
Per il leader M5S, esiste ormai uno “scollamento” tra il racconto della premier e la condizione quotidiana di famiglie, lavoratori e giovani. Conte cita chi deve aprire una fabbrica, alzare una saracinesca, mandare i figli all’università o arrivare a fine mese.
Salari e giovani, l’accusa al governo
Conte insiste sul tema sociale: un lavoratore su quattro, sostiene, vive con meno di mille euro al mese, mentre molti giovani sarebbero sottopagati e costretti ad andare via.
È qui che il leader del Movimento 5 Stelle prova a colpire il cuore della narrazione meloniana: non basta rivendicare stabilità o numeri positivi, se una parte consistente del Paese continua a sentirsi impoverita e senza prospettive.
“Patrimoniale no, tassa sugli extraprofitti sì”
Infine, Conte chiarisce la sua posizione sulle tasse. Respinge l’idea di una patrimoniale, ma apre a una tassa sugli extraprofitti per chi, a suo dire, si arricchisce in situazioni straordinarie fuori dalle normali logiche di mercato.
“Il Paese si sta arricchendo per pochi e impoverendo per tanti”, afferma, aggiungendo che la pressione fiscale resta troppo alta e va ridotta senza proclami.
