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Coronavirus, Caserta: spesi 13 mln per 24 posti letto ma un ospedale c’era già

25 ANNI PER UN OSPEDALE DA 500 POSTI. CONTINUA L’ODISSEA DEL POLICLINICO DI CASERTA

Coronavirus, Caserta: spesi 13 mln per 24 posti letto ma un ospedale c’era già
ospedale sacco

“Il governatore De Luca tre giorni fa ha annunciato che tra dieci giorni consegnerà a Caserta l’ospedaletto modulare da 24 posti, che rientra nella spesa emergenziale di ben circa 13 milioni di euro. Tutto ciò dimenticando il completamento della costruzione del Policlinico a Caserta, che nel 2017 De Luca venne nuovamente a inaugurare con l’impegno di aprire la didattica universitaria e i 500 posti letto che il piano regionale sanitario prevede. I lavori fermi del Policlinico sono sotto gli occhi di tutti e recentemente, in una intervista pubblica, il Rettore dell’Università ‘Vanvitelli’ della Campania ha affermato che ci sono i soldi per terminarlo, ma manca qualche autorizzazione amministrativa”.

La senatrice di Fdi Giovanna Petregna in piena emergenza sanitaria prende la palla al balzo per denunciare  la incredibile vicenda del Policlinico di Caserta, che con alterne vicende va avanti ormai da venticinque anni. Il progetto infatti risale al 1995 e la prima pietra fu posata nel lontano 2003. 500 posti letto e strutture universitarie immerse nel verde per un totale di 250 metri quadrati. Il finanziamento, interamente statale (Miur e ministero della Salute) e regionale, valeva 410 miliardi delle vecchie lire. Le istituzioni annunciavano il rispetto del crono programma e fissavano il termine dei lavori al dicembre del 2008. Ma purtroppo le cose non sono andate come previsto.  

Nel 2009 il primo stop a causa di problemi della azienda appaltatrice la immobiliare Federici Stirling spa che rescisse il contratto. I lavori furono fermati per quattro anni, per poi riprendere nel 2013 con una nuova ditta appaltatrice, ma dopo pochi mesi un nuovo stop, a causa della mancanza dei fondi erogati, circa 5 milioni di euro, di competenza della regione sotto l’amministrazione Caldoro. Poi nel 2015 la ripartenza ma i lavori procedono a rilento, troppo a rilento per poi subire un nuovo stop nel 2018.

E si che in un momento come questo come ha affermato il rettore della II Università campana Giuseppe Paolisso “500 posti letto risolverebbero molti problemi alla sanità non solo campana, ma anche a quella di Regioni limitrofe”. Fa poi specie, come sottolineato anche  dalla senatrice casertana di fratelli di Italia, come l’amministrazione regionale inauguri proprio in questi giorni, in pompa magna 4 ospedali modulari, di cui uno proprio sul territorio casertano( per una spesa totale di circa 13 milioni di euro che una volta finita l’emergenza saranno probabilmente smobilitati) proprio per far fronte alla emergenza da Covid -19,  quando, senza spendere un euro in più, si sarebbe potuto contare su un polo moderno in grado di ospitare 500 posti letto, che potrebbe anche rappresentare un volano indiretto per tutta l’economia della zona. oltre che un importante polo di ricerca universitaria.“

Mi auguro che il governatore De Luca ci faccia sapere con cortese sollecitudine la sua posizione, altrimenti ci costringe ad interrogare i ministri della Salute e dell’Università”. Ma come denunciato anche dai sindacati UIl e Cisl della zona, la situazione dei lavori  fermi da circa un anno, a causa dei problemi finanziari che hanno investito la società Condotte, commissariata nell’estate del 2019, a cui è affidato l’appalto per la realizzazione della struttura, sembra per ora non aver trovato ancora nessuna via di uscita. Ecco allora che le promesse del presidente della regione De Luca fatte tre anni fa, con la sua solita sicumera, rischiano di sbattere ancora una volta contro il muro di gomma della burocrazia, vera zavorra dello sviluppo economico del paese, come sta dimostrando drammaticamente anche in questi giorni di terribile emergenza sanitaria ed economica.

 

@vinciketchup