
Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha scelto i componenti della commissione per le riforme costituzionali. Nel relativo dpcm sarà contestualmente nominato un comitato per la redazione del rapporto finale. I componenti della commissione saranno ricevuti giovedì pomeriggio al Quirinale. Ma intanto nel governo non si nasconde la preoccupazione sull’eventualità di un ritorno al voto in autunno. I timori di Enrico Letta e dei ministri non riguardano solo la variabile giustizia ma anche il tasso di litigiosità tra Pdl e Pd che non accenna a diminuire. Mario Monti, parlando con alcuni deputati di Scelta civica, ha lanciato l’allarme: si rischia la paralisi con i veti incrociati nella maggioranza.
La tensione è alta soprattutto nel Pdl: Silvio Berlusconi, colpito anche dalla sentenza Unipol e dalle motivazioni che considera assurde, è tornato ad alzare il tiro; pronta dal Pd la risposta di Epifani: “Siamo pronti a tutto”. Qualora il 19 arrivasse un altro colpo per il Cavaliere, con la Corte costituzionale che deve pronunciarsi sul principio del legittimo impedimento, i “falchi” del cetrodestra sono pronti alla guerra per tenersi il Porcellum e andare a votare in autunno, ben prima della sentenza della Cassazione prevista sul processo Mediaset. “Berlusconi ci ha detto che ci porterà a votare”, ha detto Daniela Santanché ad alcuni deputati, “reagiremo con forza”, è la reazione della fedelissima dell’ex premier, in risposta alle accuse dei giudici sulla vicenda Bnp-Unipol. Nel partito di via dell’Umiltà c’è anche chi – la Santanché per prima – ipotizza una sorta di sciopero fiscale, qualora venisse condannato l’ex premier. L’ex presidente del Consiglio in serata ha riunito i big del partito, cercando di compattare le due aree che si fronteggiano sulla linea da tenere. Berlusconi per ora assicura lealtà, deciso a incalzare l’esecutivo sull’economia e a non far pesare la questione giustizia. Ma quello che succederà dopo il 19 “è tutto da scrivere – spiega un esponente di spicco del Pdl – sarà un passaggio delicato”.
I “saggi” per le riforme – Ecco i 35 “saggi” incaricati da Letta di comporre la commissione per le riforme costituzionali:
Michele Ainis – Università Roma 3
Augusto Barbera – Università di Bologna
Beniamino Caravita di Toritto – Università la Sapienza Roma
Lorenza Carlassare – Università di Padova
Elisabetta Catelani – Università di Pisa
Stefano Ceccanti – Università Roma 3
Ginevra Cerrina Feroni – Università di Firenze
Enzo Cheli – Presidente Emerito Corte Costituzionale
Mario Chiti – Università di Firenze
Pietro Ciarlo – Università di Cagliari
Francesco Clementi – Università di Perugia
Francesco D’Onofrio – Università La Sapienza Roma
Giuseppe de Vergottini – Università di Bologna
Giuseppe Di Federico – Università di Bologna
Mario Dogliani – Università di Torino
Giandomenico Falcon – Università di Trento
Franco Frattini – Presidente Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale
Maria Cristina Grisolia – Università di Firenze
Massimo Luciani – Università La Sapienza Roma
Stefano Mannoni – Università di Firenze
Cesare Mirabelli – Presidente Emerito Corte Costituzionale
Anna Moscarini – Università della Tuscia
Ida Nicotra – Università di Catania
Marco Olivetti – Università di Foggia
Valerio Onida – Presidente Emerito Corte Costituzionale
Angelo Panebianco – Università di Bologna
Giovanni Pitruzzella – Università di Palermo
Anna Maria Poggi – Università di Torino
Carmela Salazar – Università di Reggio Calabria
Guido Tabellini – Università Bocconi di Milano
Nadia Urbinati – Columbia University
Luciano Vandelli – Università di Bologna
Luciano Violante – Università di Camerino
Lorenza Violini – Università di Milano
Nicolò Zanon – Università di Milano.
