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Politica
Crocetta, querela l'Espresso. Pressing del Pd per le dimissioni

Crocetta chiede all'Espresso 10 milioni di danni - Rosario Crocetta, chiede al settimanale 'L'Espresso' 10 milioni di danni per la pubblicazione dell'intercettazione, poi ripetutamente smentita dalla Procura di Palermo, della conversazione in cui al suo medico personale, Matteo Tutino, veniva attribuita la frase "bisogna far fuori la Borsellino come suo padre". Lo ha reso noto stamattina in conferenza stampa il legale di Crocetta, Vincenzo Lo re. "Dopo le dichiarazioni del procuratore Lo Voi -ha detto l'avvocato- a questo punto per noi il giallo non c'e' piu'. La causa annunciata dai legali di Rosario Crocetta "puo' diventare l'occasione processuale per comprovare la piena correttezza del comportamento dell'Espresso e per fare definitiva chiarezza su quanto e' avvenuto". In queste poche righe la replica della direzione del settimanale. .

Pressing del Pd per le dimissioni. Lui pronto a lasciare - Rosario Crocetta a un passo dalla 'caduta'. Il Pd - nazionale e regionale - appare compattarsi sull'esigenza di scrivere la parola fine sull'esecutivo siciliano. Da Orfini a Serracchiani, passando per Raciti, parlare di sfiducia non e' piu' un tabu' da parecchie ore, in una sorta di manovra a tenaglia che vede i Dem convergere, in questo scenario, sulle posizioni del Movimento cinque stelle e del centrodestra. Lui, il governatore, che dopo tre giorni di esilio si e' ripresentato a Palazzo d'Orleans, ritirando di fatto la sua autosospensione, si definisce un "combattente", pronto, in quanto tale, a lottare.

Ma per la prima volta, parlando al Corriere della Sera, ammette che dopo "un mese per le riforme sono pronto ad andarmene. Per poveri, province, acqua pubblica, bilancio e sblocca-Sicilia potrebbe bastare un mese". Attribuisce le dimissioni di Lucia Borsellino al "gruppo di manager nominati dal Pd nella Sanità", anche se Lucia Borsellino, parlando con Repubblica, smentisce il governatore e afferma: "Crocetta mi ha tradito. Tramavano sulla sanità, io isolata dal primo giorno, ecco perché lascio".

"Fin dal primo giorno ho avuto ben chiaro che nei miei confronti c'era un clima di ostilita'e di diffidenza. Ho lavorato da dirigente generale, capo del dipartimento attivita' sanitaria, con il precedente governo. E poi nel novembre del 2012 sono diventata assessore. Ecco, sembrava che dovessi dimostrare sempre una qualche forma di lealta' a questo esecutivo. Sembrava di essere continuamente sotto esame". Lo dice senza mezzi termini Lucia Borsellino, in una intervista alla Repubblica che sul suo rapporto con Crocetta aggiunge: "Sono stata leale con lui, ma non mia ha detto tutto".

Per il Presidente della Regione, intervistato sempre dal quotidiano, "Lucia e' stata tratta in inganno da notizie fasulle, per questo ce l'ha con Tutino. Ma io Lucia l'ho sempre difesa, fino all'ultimo. L'ho sempre protetta piu' di quanto lei sappia. Ho protetto la Borsellino da tante cose che non sa neppure la sua famiglia , solo per non darle sofferenza". Borsellino spiega di non voler lasciare a causa dell'intercettazione: "No, ho cominciato a maturare questa decisione da alcuni mesi", e aggiunge di non essere stata al corrente di quanto pubblicato. E sul dopo, a proposito di voci che la vorrebbero candidata alla presidenza della Regione, risponde:"Non mi interessa. La mia esperienza politica si chiude qui". Per Crocetta, "quello che si sta verificando e' il fatto piu' ignominoso della storia d'Italia. Al confronto, il caso Boffo era roba per ragazzini". E sull'ipotesi dimissioni dice: "Lo statuto del Pd prevede l'incompatiblita' in un ruolo elettivo per chi ha una condanna. Qui siamo a un'ipotesi senza conferma contenuta in un articolo di giornale. Devo andarmene per questo?"

Il punto e' che il Pd sembra vicino alla 'soluzione finale', vale a dire scaricare l'ingombrante ex sindaco di Gela: sulla situazione del presidente, "il segretario regionale del partito non esclude alcuno scenario, compresa la sfiducia, concordando la propria azione con Roma", ha detto il presidente nazionale del Pd Matteo Orfini, secondo cui "a prescindere dalla telefonata falsa, stando a quanto dice la procura, emerge un quadro inquietante di relazioni complicate e pericolose del cerchio magico del governatore". Orfini ricorda che "il Pd siciliano aveva gia' criticato Crocetta sulle questioni che stanno emergendo" e assicura che all'ordine del giorno per il partito siciliano "c'e' proprio questa questione. La discussione riguarda il Pd regionale, che concordera' l'azione con Roma". Poche ore prima era stato lo stesso segretario regionale Fausto Raciti a spiegare la posizione del Pd: "Il problema non sono piu' le intercettazioni false su cui ci siamo gia' espressi, ma il fatto che riemerga un passato su nomine dei manager e sulle modalita' di gestione del potere, che confermano le ragioni per cui attaccammo allora il governo Crocetta a testa bassa. Cosi' riaffermiamo che restiamo alternativi al 'cerchio magico' del presidente che tanti danni ha fatto e continua a fare: o noi o loro. Cosi' con gli alleati parte un ragionamento anche per andare oltre questo governo e archiaviare questa stagione". "Intercettazione o non intercettazione, dopo le parole di Manfredi Borsellino, la situazione in Sicilia e' insostenibile. Una agonia politica il Pd non puo' permettersela", aveva detto, aprendo le danze, il vice segretario del Pd Debora Serracchiani. Di "problema politico grande quanto una casa che non e' scoppiato adesso ma molti mesi fa", ha parlato a Palermo Davide Zoggia: "Cambiare 37-38 assessori in tre anni e' un problema serio. Quella rivoluzione annunciata nel 2012 non c'e' stata". Annuncia il capogruppo di FI all'Ars Marco Falcone: "Noi presenteremo un atto di sfiducia, siamo pronti a mettere a rischio il nostro seggio, pur di scrivere la parola fine a questa assurda commedia e di stanare l'ambiguita' che regna sovrana nel Pd". "Chiudiamola qui questa tragicommedia: abbiano finalmente il coraggio, i deputati Pd e i loro alleati, di sfiduciarlo o lo faremo noi, per la terza volta. Ma finiamola con questi balletti indecorosi, mentre le imprese chiudono e la gente vive nella sofferenza", e' la sollecitazione di Nello Musumeci, leader dell'opposizione, sulla sua pagina Facebook.

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