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Politica
Csm, scontro sulla lettera di Napolitano

Non si placano le polemiche al Csm dopo la lettera del Quirinale che ha posto un freno di fatto un freno alla nomina del nuovo procuratore capo di Palermo.

Nella missiva, il capo dello Stato ha richiamato i consiglieri a ricoprire "in via prioritaria" gli incarichi ai vertici degli uffici giudiziari che da più tempo sono rimasti senza titolare e a seguire il criterio cronologico, a maggior ragione ora che i consiglieri stanno lasciando per scadenza del loro mandato, anche per "evitare scelte riferibili a una composizione del Csm diversa da quella del Consiglio che sta per insediarsi". Parole suonate a Palazzo dei marescialli come uno stop ad andare avanti sulla nomina del nuovo capo della procura di Palermo, ufficio che resterà acefalo dal primo agosto prossimo, mentre molti incarichi sono scoperti da tempo.

Sulla questione si è dibattuto ancora in plenum questa mattina. A prendere la parola in apertura è stato il togato di Unicost Mariano Sciacca: "assoluto rispetto per il presidente della Repubblica, non c'è dubbio che i posti vanno trattati in ordine di vacanza, ma questo Consiglio ha il potere e il dovere, fin quando è in sella, di trattare altre pratiche su situazioni particolari. La procura di Palermo è un ufficio delicatissimo, che ha avuto grosse criticità, ha diritto ad avere il suo procuratore capo".

Tra i consiglieri, poi, c'è anche chi suggerisce di pensare a una sorta di 'lodo' "che faccia in modo di decidere su tutti i posti vacanti", come ha spiegato il togato indipendente Paolo Corder.  "Seguiamo le indicazioni della lettera del Colle - ha detto Corder - copriamo tutti i posti vacanti, anche Palermo. Rifiuto l'idea che questo sia un Consiglio dimezzato perché sta finendo il suo mandato". Il togato di Magistratura Indipendente, Antonello Racanelli, ha parlato di "dimostrazione, ancora una volta, che siamo un Csm sotto tutela: nessuno ha indicato i posti ancora vacanti quando votammo i capi delle Procure di Firenze, Torino e Bari", mentre alcuni consiglieri, tra cui Alberto Liguori e Riccardo Fuzio (Unicost) hanno anche chiesto una sospensione (messa ai voti e respinta) dei lavori per riflettere su eventuali iniziative da adottare.

Il vicepresidente del Csm Michele Vietti, pur smentendo un prossimo incontro sul tema con Napolitano ("non è in programma né lunedì né nei giorni successivi") si è detto disponibile a farsi "tramite" con il Quirinale "per chiarimenti sulle procedure in Quinta Commissione". Il presidente della Commissione, Roberto Rossi (Area) ha rilevato che "è necessario, nei momenti di fragilità delle istituzioni, avere un rispetto particolare delle indicazioni del Capo dello Stato".

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