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Politica

Di Tommaso Cinquemani
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Gianni cuperlo

"Dobbiamo ricostruire il Pd mettendo al centro il lavoro e l'uguaglianza sociale". Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria del Pd, con una intervista ad Affaritaliani.it tratteggia il progetto con il quale si candiderà alla guida del partito. Ma avverte: "La segreteria non può essere il trampolino verso altri incarichi. Renzi ha detto che non vuole cambiare il Pd, ma l'Italia. Il mio obiettivo è cambiare il Pd per cambiare l'Italia". E sul governo Letta: "Non faremo mai mancare il nostro sostegno, ma se il Pdl dovesse far saltare il banco dovremmo vedere in Parlamento se ci sono le condizioni per un altro tipo di maggioranza". Infine Cuperlo afferma di guardare "con rispetto al Movimento 5 Stelle", e che il Pd, insieme a Sel, deve "lavorare per ricostruire un'ampia alleanza".

Onorevole Cuperlo, ieri ha incontrato deputati e senatori del Pd per presentare il suo programma in vista del congresso. E' stato un incontro positivo?
"Ho voluto raccogliere l'appello di chi chiede che questo congresso non sia una semplice conta di nomi  e voti, ma che parli di contenuti. Per questo ho chiesto a tutti i deputati del Pd di incontrarci per parlare del Pd che vogliamo costruire e dell'idea di Paese che abbiamo in mente. Il mio invito è stato raccolto da molte persone e ora vorrei replicare lo stesso schema di lavoro sui territori, girando l'Italia e poi facendo un incontro nazionale con tutti gli amministratori locali".

Quali sono le sfide che l'Italia deve affrontare?
"Siamo ad un passaggio delicato. La crisi che continua dal 2008 non è solo economica, ma anche della democrazia e delle capacità delle istituzioni di governare la società. La crisi segna lo spartiacque di due cicli della storia. Il primo è stato determinato da una inversione dei ruoli tra economia e politica, con la prima che ha preso il posto della seconda. Inoltre abbiamo assistito ad una modifica del giudizio morale della disuguaglianza da parte della destra. Questo ha creato una serie di abissali differenze nella società con fenomeni di esclusione".
 

Qual è la ricetta del Pd per uscire da questa situazione?
"In primo luogo dobbiamo riprendere il dialogo con le persone che vogliamo rappresentare. Non c'è una separazione tra la politica e la vita delle persone. E poi l'uguaglianza, che deve essere messa al centro del dibattito politico insieme al lavoro. Fino ad ora abbiamo seguito delle ricette economiche dipinte come le uniche possibili. Invece dobbiamo insistere con l'Europa per un grande piano di investimenti. Bisogna valorizzare l'impresa produttiva, incentivandola dal punto di vista fiscale, ma anche puntare su investimenti in infrastrutture, in tecnologia, in ricerca".

Che cosa può fare l'Europa per il lavoro?
"E' il tempo di introdurre degli standard retributivi minimi per i lavoratori europei con sanzioni per quelli Stati che non li rispettano. Le sanzioni non possono essere solo per chi sfora il tetto del 3% del deficit. Bisogna ridare centralità al rispetto della persona, in tutte le sue dimissioni".

Crede che la figura di segretario del Pd debba coincidere con quella di candidato premier?
"Dobbiamo costruire un nuovo Pd, con passione e dedizioni. Candidarsi alla segreteria non può essere il trampolino verso altri incarichi. Chiunque prevarrà in questa competizione dovrà dedicare tutte le forze per rilanciare il partito. Se continuiamo a discutere delle regole il Paese non ci capisce".

Che cosa la distingue da Renzi?
"Renzi non fa mistero di avere come obiettivo, legittimo, quello di candidarsi alla guida del Centrosinistra. Ha detto che non vuole cambiare il Pd, ma l'Italia. Il mio obiettivo è cambiare il Pd per cambiare l'Italia".

Oggi il governo ha incassato un bel successo ottenendo una maggiore flessibilità per quanto riguarda il tetto del 3% al deficit. Però ogni giorno Letta deve fare fronte a fibrillazioni e tensioni, generate dalla incompatibilità di Pd e Pdl. Questo governo ha la forza di fare le riforme o sta tirando a campare?
"Le fibrillazioni arrivano quasi esclusivamente dal Centrodestra. Noi siamo sempre stati estremamente leali. Il governo sta facendo delle cose nella direzione giusta. Le risorse non sono infinite, ma Letta ha avuto il merito di mettere al centro l'occupazione, specialmente giovanile. Le differenze di pensiero tra noi e il Pdl sono naturali, ma noi non faremo mai mancare il nostro sostegno".

Se il Pdl dovesse fare cadere il governo si tornerebbe al voto?
"Se il Pdl interromperà questa esperienza se ne assumerà pienamente la responsabilità. A quel punto dovremo venire in Parlamento e vedere se ci sono le condizioni per un altro tipo di maggioranza".
 

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Il Movimento 5 Stelle sta perdendo pezzi. Grazie al loro appoggio sarebbe possibile fare quel 'governo del cambiamento' auspicato da Bersani dopo le elezioni?
"Non lo so e non è una questione da prendere in considerazione, per il bene di questo governo.  Certo è che quando un movimento politico raccogliere nove milioni di voti ed elegge 160 parlamentari con il 25% del consenso, bisogna guardare a questo fenomeno con rispetto. Ma allo stesso tempo mi auguro che dentro quel movimento si apra una discussione su come si governa democraticamente un processo politico di queste proporzioni. Il M5S non può essere subalterno ad un leader che decide tutto e soffoca il dissenso".

Quali sono i suoi rapporti con Vendola? Sel deve essere l'alleato naturale del Pd?
"Ho un rapporto molto positivo. Ci conosciamo da 25 anni, siamo buoni amici. Il Pd deve lavorare, insieme a Sel, per ricostruire le condizioni di un'alleanza ampia che non sia solo la somma delle forze politiche, ma che si apra alla società, ai movimenti del civismo, alle forze del solidarismo. Questo tessuto civile è una ricchezza di cui abbiamo un bisogno essenziale".

Si dice che D'Alema, autoesclusosi dal Parlamento, correrà per le Europee dell'anno prossimo e che stia puntando ad avere un ruolo di primo piano nel Partito Socialista Europeo. Lei che conosce da anni D'Alema crede sia possibile?
"Questo bisogna chiederlo a lui. Certo ha già fatto il parlamentare europeo, ha una grande esperienza e autorevolezza, ma non so che cosa farà".

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