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Da Tsipras a Santoro a Salvini, la parabola di Paola Bacchiddu.

Da Tsipras a Santoro a Salvini, la parabola di Paola Bacchiddu.
bacchiddu santoro
Paola Bacchiddu, ex portavoce della lista Tsipras (e fece scandalo mettendo in mostra il lato B per attirare l’attenzione sulla formazione politica), ora giornalista in forza a Servizio Pubblico di Santoro, fa un endorsement per Matteo Salvini: “Lo voterei come sindaco di Milano”. E i social network esplodono… LE FOTO DELLA GIORNALISTA
Da Tsipras a Santoro a Salvini, la parabola di Paola Bacchiddu.
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Da Tsipras a Santoro a Salvini, la parabola di Paola Bacchiddu.

Paola Bacchiddu è sempre di più un personaggio. Giornalista molto conosciuta nel giro dei democrat, collaboratrice dell’Espresso, poi portavoce della lista Tsipras, con annesso grande scandalo per la scelta di mettere il proprio lato B su facebook per fare in modo che si parlasse di una formazione politica che stava ricevendo pochissimo spazio mediatico in quella campagna per le Europee. Venne sospesa, crocifissa da Barbara Spinelli, la giornalista di Repubblica che avrebbe dovuto dimettersi una volta conquistato il seggio e che invece poi ha cambiato repentinamente idea. Ma la parabola della Bacchiddu è appena cominciata. E così, dopo le grandi polemiche, entra nella squadra di Servizio Pubblico di Michele Santoro. Ovviamente, nuove foto del lato B, copertine di Libero etc. E adesso, torna sugli scudi. Perché? Perché Paola Bacchiddu ha fatto un endorsement chiarissimo a favore di Matteo Salvini sindaco di Milano. “È bravo. È un ottimo politico. Ha risollevato una Lega ormai saponizzata. Ha carisma. Di persona è molto più ragionevole di quanto non appaia. Alcune cose che dice sono parossistiche, altre condivisibili. Sta lavorando a un progetto nazionale perché non si accontenta di percentuali a una sola cifra. E la padanità è solo un punto di inizio. È sempre sul territorio anche quando le telecamere si spengono e la campagna elettorale è conclusa. Privatamene ha aiutato progetti cui avrebbe dovuto occuparsi la sinistra. E che la sinistra ha rifiutato. Testimone oculare io. e si candidasse a sindaco di Milano, credo che lo voterei”. Apriti cielo. Centinaia di commenti e condivisioni. E Alessandro Gilioli, suo mentore e amico ai tempi dell’Espresso, le scrive una lettera aperta sul suo blog criticando quella posizione.

Ma non è finita, perché Paola Bacchiddu torna sul punto. Con una lunga riflessione: “Innanzitutto sono commossa per la solerzia con cui vi siete dedicati alle mie opinioni politiche: vi ringrazio, anche se – vi confesso – è elemento che getta luce inquietante sulla gerarchia delle vostre priorità, ma tant’è, ognuno spende il proprio tempo come meglio crede. Grazie anche al caro Alessandro Gilioli, per la lettera che mi ha scritto. Alessandro è collega di cui ho stima immutata da tempo: stima che nessuna opinione divergente potrà mai intaccare. Ho letto con attenzione le sue argomentazioni sempre così lucide e mai banali, ma continua a non risolversi un rovello che mi ronza da ieri. Perché mai dovrei rendere conto di chi ho deciso di votare o non votare? Mi pare di avere già spiegato con minuzia i motivi del mio endorsement, ma vorrei essere più chiara: non ho incarichi pubblici, nessuno mi paga per esprimere i miei giudizi e non devo politicamente niente a nessuno. Per intenderci: se decidessi di votare l’Anticristo, lo farei. La ragionevolezza o meno delle mie scelte o decisioni competono solo ed unicamente a me. Nessuno al mondo potrà mai impormi chi votare o cosa pensare. Sono cresciuta così, e morirò così. Mi deprime constatare, ancora una volta, lo sciagurato conformismo di questo paese, e le pire dell’inquisizione pronte ad ardere, ogni qualvolta qualcuno (sbagliando o meno) sembra rompere l’allineamento e procedere con indipendenza decisionale e profonda libertà. Vi do una notizia: siamo in pieno regime post-ideologico. È saltata ogni architettura politica, e quelle scatole vuote di schieramenti che sembrate difendere con tanta solerzia non esistono più. Se c’è un’azione politica che io ritengo legittima, la valuto come tale. Non m’importa se proviene da destra, sinistra o da un uomo con le antenne atterrato da Marte. Se siete ancora così schiavi dei vostri rassicuranti perimetri dove riporre pensieri e azioni è affar vostro. Di conformismo (non di coerenza, attenzione) moriteci voi. Non entro nel merito di talune chiose personali nei miei riguardi il cui unico esito è di squalificarne gli autori: io il Vietnam l’ho già fatto e ho le spalle larghe. E ora arrotate pure le tastiere: io ho un Bloody Mary che mi aspetta dopo aver lavorato tutto il giorno”. Poi, più nulla. Niente interviste, niente commenti. Ma del resto, è stato detto quasi tutto, no?