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Daniela Santanché ad Affari: Marina dopo Silvio

Di Alberto Maggi
 

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Daniela Santanchè, deputato del Pdl vicinissima al Cavaliere, conferma in un’intervista ad Affaritaliani.it l’ipotesi Marina Berlusconi candidata premier e leader del Centrodestra. “Non è solo una fantasia giornalistica. Mi auguro che possa andare avanti questo desiderio e quest’auspicio. Marina in campo sarebbe un valore aggiunto, è una donna capace e intelligente e soprattutto potremmo continuare a mettere il nome Berlusconi nel simbolo”.

La Santanchè poi annuncia che l’intenzione del leader del Pdl è quella di andare in carcere. “Assolutamente sì. Non accetterà di essere rieducato ai servizi sociali. Non credo nemmeno agli arresti domiciliari in una delle sue ville. Non si lavano la coscienza così, hanno voluto una sentenza ingiusta e vergognosa, allora adesso abbiano il coraggio di metterlo in galera. Cercano di non far capire la porcata che hanno fatto, ma quando tutte le tv del mondo vedreanno che il leader del Centrodestra va in cella, come in Ucraina Yulia Tymoshenko, tutti gli italiani capiranno che razza di paese è diventato l’Italia e che c’è da aver paura”.

Quanto alla maggioranza, la pasionaria del Pdl afferma: “L’intervista di Epifani al Corriere è irricevibile. Avrebbe dovuto cambiare toni e contenuti, ma non lo ha fatto. Potrebbe essere la pietra tombale sul patto sancito per le larghe intese. Non è illegittimo il discorso di Epifani perché parla al suo popolo, ma è ipocrita e opportunistico. E’ come avere un socio al 50%, uno lo sputtanna e lo mette in galera poi vuole tenere in piedi la ditta per salvare poltrona e denaro. Non solo. Epifani copre le divisioni e le guerre intestine nel Pd mettendole sotto il tappetto del Pdl. Dovrebbe avere più coraggio. Dica che con noi, che siamo tutti evasori e tutti avanzi di galera, non si può avere nulla a che fare”. “Il popolo è sovrano e non vorrei che la Magistratura ora diventi sovrana. In una notte è stato rovesciato l’articolo 1 della Costituzione e se al più presto non si ripristinano le regole della democrazia non ci resta che fare le valige e cambiare paese. Siamo in una mano a una banda”, conclude la Santanchè.