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Politica
Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

 
dario nardella
"Bersani fa bene ad aprire al M5S, anche se di risultati non se ne vedono. Grillo gioca con lui come il gatto col topo. Ma prima o poi dovrà rispondere al suo elettorato". Dario Nardella, neodeputato e braccio destro di Matteo Renzi nei Palazzi romani, sceglie Affaritaliani.it per parlare a tutto campo nel giorno in cui lascia la poltrona di vicesindaco di Firenze. Sulla giunta del capoluogo toscano annuncia: "Stefania Saccardi, già assessore al welfare, assumerà la delega di vicesindaco". Sul piano nazionale Nardella spiega: "Un governo politico con il Pdl oggi è irrealizzabile. Ma non si può tornare al voto subito. L'Italia ha bisogno che ci sia un governo che faccia una nuova legge elettorale". E sul possibile passo avanti di Renzi: "E' un'ipotesi difficile. Appare più lineare un suo coinvolgimento nazionale in una fase successiva a questa". Poi ammette: "Non ci resta che sperare nella capacità di Napolitano di sciogliere questo nodo".

Onorevole Nardella, oggi è il suo ultimo giorno da vicesindaco prima di approdare in Parlamento, qual è il bilancio di questi quattro anni passati al fianco di Matteo Renzi a Firenze?
"E' stata un'esperienza eccezionale, soprattutto perché abbiamo innovato le relazioni tra il Comune, i cittadini e le imprese. Non più rapporti consociativi, dove non era chiaro chi faceva che cosa, ma rapporti diretti tra amministratori e amministrati, in cui i fiorentini si sono sentiti protagonisti. Con la nostra Giunta e grazie a Renzi, poi, Firenze ha ritrovato il suo protagonismo nazionale".

Se dovesse citare una sua vittoria personale?
"Una delle ultime è stata portare a Firenze i mondiali di ciclismo che si terranno a settembre. Sarà un evento di grande importanza per tutta la città è il Paese".

Oggi ci sarà un rimpasto al Comune, chi prenderà il suo posto?
"Stefania Saccardi, già assessore al welfare, assumerà la delega di vicesindaco".

Settimana scorsa la Direzione del Pd ha confermato la linea di Bersani di apertura al Movimento 5 Stelle. Qual è la sua opinione su Grillo?
"E' comprensibile e ragionevole che Bersani tenti l'approccio con il Movimento 5 Stelle. Fino ad oggi di risultati non se ne sono visti per responsabilità di Grillo, che gioca con Bersani come il gatto con il topo. Continua a contrapporre un no secco a qualunque tipo di proposta. Ma prima o poi anche lui dovrà rispondere al suo elettorato: è stato scelto per cambiare il Paese, non per stare a guardare dalla finestra".

Alla fine si raggiungerà un accordo?
"Sono pessimista sul tentativo di Bersani, ma è giusto che lo sperimenti fino in fondo, almeno per far venire alla luce del sole chi vuole dare un governo all'Italia e chi invece antepone l'interesse del proprio movimento a quello del Paese".
 

renzi bersani 131915

Domenica sera Luciana Littizzetto, interpretando l'umore degli italiani, ha detto che piuttosto che tornare a votare darebbe 'due schiaffoni ai politici per farli mettere d'accordo'. Lei pensa che un governo delle grandi intese sia possibile?
"Da amministratore locale conosco l'umore della gente: chiede un governo e delle forze politiche che lo sostengono. Non vogliono la faida continua o un Parlamento inconcludente. Dopo di che purtroppo gli spazi a disposizione sono strettissimi. Un governo politico con il Pdl oggi è irrealizzabile. Sono d'accordo con Renzi quando dice che in un Paese normale, in una situazione di emergenza economica, le larghe intese sarebbero legittime, ma Berlusconi è l'anomalia che non rende possibile questo. Dopodiché  non possiamo pensare che Berlusconi venga battuto dalle visite fiscali, va battuto con la politica, altrimenti ne faremo un martire".

Con il Pdl non se ne parla, Monti non ha i numeri, il M5S non vuole allearsi con nessuno, come se ne esce?
"Non ci resta che sperare nella capacità di Napolitano di sciogliere questo nodo qualora non decollasse, come sembra, un accordo con il Movimento 5 Stelle. Ma non possiamo neppure, sotto la parola responsabilità, fare un governo sottoponendoci a qualunque tipo di ricatto dal M5S".

Napolitano ha detto che un governo va fatto, che la crisi non aspetta, e che non bisogna tornare al voto. Lei esclude che si debbano indire nuove elezioni?
"Sono d'accordo con Napolitano, non si può tornare al voto subito. L'Italia ha bisogno che ci sia un governo che faccia una nuova legge elettorale. Votare così è un suicidio, rischieremmo di ritrovarci ancora in questa situazione di ingovernabilità".

Renzi potrebbe rispondere ad una chiamata di Napolitano per formare un governo, magari per cambiare la legge elettorale?
"Mi pare una ipotesi difficile e comunque dipenderà dal Presidente della Repubblica. Renzi si è già espresso su questo punto. Certo appare più lineare un suo coinvolgimento nazionale in una fase successiva a questa.  Ora serve un governo che abbia come obiettivo minimo la legge elettorale. Certo il Pd ha bisogno di fare una riflessione interna".

Alcuni hanno detto che il Congresso ad ottobre è troppo tardi e andrebbe fatto prima…
"Prima bisogna risolvere il nodo del governo, poi dobbiamo guardare al nostro interno".

Quali sono i nodi che il Partito Democratico dovrà sciogliere?
"Bisogna capire perché abbiamo perso le elezioni. Volevamo apparire rassicuranti e siamo risultati deboli. Volevamo apparire responsabili e invece siamo stati visti come i più conservatori. Volevamo portare al voto lo zoccolo duro, ma molto del nostro elettorato è andato al M5S. Ci sono degli errori che non possiamo nascondere".

Quindi boccia in pieno la campagna elettorale di Bersani…
"Dovevamo giocare in attacco e invece abbiamo giocato in difesa".

Secondo lei è stato un errore concentrare la campagna elettorale sull'ipotesi di un'alleanza con Monti? Che cosa ne pensa del flop che ha avuto?
"Il flop di Monti dimostra che l'elettorato italiano non ha sposato l'idea che ci sia spazio per una grande forza moderata di centro, ha una visione più bipolare. Non ci sono più i gruppi sociali di una volta."

In che senso?
"Il M5S è stato votato dagli operai e dagli imprenditori. L'errore nostro è stato quello di non parlare a tutti gli italiani, perché a volte diamo per scontato che l'elettorato sia ancora organizzato su blocchi sociali contrapposti. Dobbiamo invece ragionare su due aree: conservatori e riformisti. Se il Pd ha l'ambizione di essere maggioritario dobbiamo avere un progetto politico nuovo per parlare a tutti gli italiani, anche con una leadership forte".

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