Di Pietro Mancini
Le dimissioni della Di Girolamo, giovane rappresentante della vecchia politica, sono un successo di quanti, in verità non molti, hanno evidenziato la questione centrale del “Nunziagate” sannita : l’ingerenza del declinante, ma ancora famelico e arrogante lsistema dei partiti in delicate nomine e in atti amministrativi, che spettano a un’azienda pubblica.
L’addio alla poltrona dell’ex ministra-che, peraltro, non ha speso una parola di scuse e di autocritica- deve esser seguito dalla netta separazione, da tempo vanamente attesa, tra gli indirizzi politici e la conduzione tecnico-amministrativo di enti, il cui funzionamento, o meno, provoca conseguenze sulla qualità dei servizi, in primis quello sanitario, prestati alla collettività.
La vicenda, infine, sottolinea la mediocrità, anche culturale, e l’arroganza dei politici, paracadutati in Parlamento solo in virtù dell’obbedienza ai capi, grazie al Porcellum di Calderoli.Nessun rimpianto del passato : la lottizzazione e i premi a personaggi, cafoni e scadenti, politicamente e moralmente, non sono, certamente, aspetti inediti del teatrino, nazionale e locale.
Ma è recente il ben più che preoccupante abbassamento del livello della classe dirigente.
Il “Nunziagate” conferma che è sempre più raro, soprattutto al Sud, trovare, in tutti i partiti, persone preparate, disinteressate alle clientele e al familismo amorale. Bensì impegnate, con serietà e correttezza, nella soluzione dei tanti problemi, economici e sociali.
Intanto, l’ex ministro, il forzista Scajola, è stato assolto nel processo per l’acquisto, a sua insaputa, della casona fronte Colosseo. Neppure da lui, sinora, alcuna parola di scuse per comportamenti, eticamente, tutt’altro che irreprensibili.
In altri Paesi, “normali”, le carrierone politiche di Nunzia e Claudio sarebbero finite.
In Italia ? Non ci sorprenderebbe più di tanto vederli tra qualche mese rispuntare, magari travestiti da autentici rinnovatori, per la gioia di Beppe
Grillo e di quanti, da tempo, hanno perso anche un grammo di fiducia sui figli del “Porcellum”. Nè sperano in epocali cambiamenti, all’indomani di quello che il graffiante prof.Sartori ha stroncato come il “Bastardellum”.
