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Decadenza, Napolitano non è super partes

Domani il Senato dovrebbe approvare la “decadenza” di Berlusconi da senatore, in seguito alla condanna definitiva per frode fiscale, inflittagli dalla sezione feriale della Cassazione, presieduta da don Antonio Esposito, alto magistrato, notoriamente, “terzo”, equilibrato e riservato.  Napolitano, asceso per la seconda volta sul Colle, anche grazie ai voti degli azzurri, non ha dato seguito al suo proposito di “pacificare” le opposte fazioni, in guerra da 20 anni. Nel momento-clou, il Capo dello stato non si è dimostrato statista super-partes. E, negando la grazia, motu proprio, al Cav.ha tentato, invano, di rimuovere il suo passato di dirigente del Pci di Togliatti, che chiese e ottenne da Saragat la grazia per Moranino, spietato killer di un gruppo di partigiani e delle loro mogli e poi fatto eleggere senatore del Pci. 

E’ questa, per gli iscritti a “Forza Italia” e per i delusi tifosi rossoneri, la settimana peggiore dalla discesa del Cavaliere, prima, nel “teatrino politico” e poi nel mondo del calcio, come Presidente del Milan, i cui tifosi sono tutt’altro che…Allegri. Ineccepibile appare il monito, rivolto dal Capo dello Stato all’ex premier a rispettar, tacendo, la condanna definitiva, inflittagli dai giudici e a contenere la protesta nell’ambito della legalità.  Ma questo rispetto dell’ordine giudiziario, e della separazione tra toghe e gli altri poteri dello Stato, prevista dalla Costituzione, é stato manifestato, oppure no, da Re Giorgio con il suo “nulla so” ai giudici di Palermo, che stanno celebrando il processone agli imputati, mafiosi, poliziotti e politici, accusati di essere i responsabili della presunta trattativa, 20 anni fa, tra Stato e boss ?

Rischia di palesarsi una contraddizione tra la durissima reprimenda a Berlusconi, affinché rispetti il ruolo della magistratura, e la sottolineatura del Quirinale di non intendere testimoniare su fatti, che Napolitano sostiene di non conoscere. Ma di cui sarebbe stato a conoscenza D’Ambrosio, defunto, dopo aver svolto il ruolo di consulente giuridico del Capo dello Stato. >> Sarebbe piú opportuno che il Presidente accettasse di rispondere alle domande, che una Corte d’Assise ha deciso di rivolgergli. Dovrebbe, in una fase politica e istituzionale così incerta, prevalere l’aspirazione degli >> Italiani a conoscere tutti gli aspetti di un periodo oscuro della nostra storia recente su formalismi, e richiami a vetuste prerogative, che restano incomprensibili, al di fuori del Palazzo.

Di Pietro Mancini