Delmastro, la maggioranza dice no all’acquisizione delle chat. Matteo Orfini (PD): “Meno male che non avevano nulla da nascondere”
C’è un filo che lega le chat di Delmastro, il generale Vannacci e le piazze di Bologna: per Matteo Orfini è il filo di una maggioranza che, dice, “si occupa di tutto tranne che dei cittadini”. Il deputato del Pd, parlando ad Affaritaliani, fa il punto sui nodi aperti a partire dal caso più delicato: la decisione della maggioranza di bloccare l’uso delle chat nell’inchiesta su Delmastro. Al centro delle accuse ci sarebbero condotte riconducibili a un presunto favoreggiamento di ambienti mafiosi, e per verificarle la Procura aveva chiesto di poter utilizzare le chat del sottosegretario. “Il no della maggioranza è una vicenda grave. Impedire l’accesso a quel materiale significa di fatto impedire di verificare le accuse. Tutto ci saremmo aspettati, salvo che nei giorni del ricordo di Borsellino, in cui tutta la maggioranza dice di voler camminare sulla strada tracciata dal giudice, poi si prenda una decisione come questa”, dice il dem.
Orfini ricorda inoltre le dichiarazioni pubbliche arrivate nei mesi scorsi da esponenti di primo piano del governo, Giorgia Meloni compresa: “Da Meloni a Delmastro avevano dichiarato di non avere nulla da nascondere, e che volevano fosse fatta chiarezza, trattandosi al massimo di una leggerezza. Se le cose stessero davvero così, non si capisce perché negare l’accesso alle chat”, ribadisce Orfini.
“Rimpasto? Vadano tutti a casa”
Interpellato sulle voci di un possibile rimpasto – che vedrebbe Salvini al Viminale al posto di Piantedosi – Orfini non usa giri di parole: “Speriamo che il centrodestra se ne vada tutto a casa: Nordio, Salvini, Meloni…speriamo si voti il prima possibile e che cambi il governo. Dopo l’esito del referendum sono in uno stato confusionale, continuano su forzature come quella sulla legge elettorale, mentre il Paese resta fermo. Si occupano di tutto tranne che dei cittadini”. Quanto a Roberto Vannacci, “è un alleato di destra, un proxy della destra“, dice il parlamentare Pd. “Quella tra lui e la maggioranza è una finta contrapposizione, è una fiction: Vannacci dice le stesse cose che diceva Meloni quando era all’opposizione”. Secondo Orfini, il “duello” a distanza con la Lega risponderebbe più a una logica di posizionamento che a una reale distanza politica: “Viene dal partito di Salvini, è un’operazione costruita per fare opposizione interna, ma alla fine finiranno per essere alleati”.
Bologna, il caso Lepore e le tensioni con il Viminale
Ultimo tema toccato, la polemica esplosa attorno al sindaco di Bologna, Matteo Lepore, dopo un’interrogazione al Viminale sulla gestione dell’ordine pubblico in città. Orfini rovescia l’accusa mossa al primo cittadino dem: “Dovrebbe essere il Viminale a garantire la sicurezza dei cittadini, ma non è in grado di farlo: governano da quattro anni e la sicurezza è un disastro. Dovrebbero smetterla di rompere le scatole ai sindaci”.
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Sull’iniziativa promossa da Lepore, al centro delle polemiche per gli scontri che ne sono seguiti, il giudizio di Orfini è netto: “Lepore ha fatto una cosa buona: in un momento di difficoltà ha cercato di organizzare un’iniziativa per stare vicino ai cittadini”. Quanto agli episodi di violenza, il deputato li isola nettamente dall’iniziativa del Comune: “Ci sono state frange estremiste inaccettabili che hanno prodotto scontri e violenza. Non c’entrano nulla né con noi né con il Comune di Bologna: hanno danneggiato l’iniziativa e il tentativo di unire la città in un momento di dolore e sconcerto”, conclude.

