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Politica
Delrio, primo giorno da ministro delle Infrastrutture in bicicletta


Ieri ha giurato al Quirinale davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Oggi è partito da Palazzo Chigi alla volta del ministero delle Infrastrutture, a Porta Pia, in sella alla sua bicicletta e ha mostrato le foto della sua 'pedalata' su Twitter. E' un'inizio da ministro insolito quello di Graziano Delrio, fresco di nomina ministeriale. "I piedi e la bici sono due mezzi eccezionali", ha spiegato ai cronisti che lo attendevano.
 
Le sue prime parole sono state centrate sull'emergenza corruzione, soprattutto alla luce dello scandalo che ha coinvolto il dirigente Ercole Incalza e che ha spinto alle dimissioni Maurizio Lupi: "Bisogna lavorare con trasparenza. L'Italia è casa nostra e le opere pubbliche e i soldi pubblici nella nostra testa sono come i soldi privati, anzi di più" ha affermato Delrio che ha annunciato una "stretta collaborazione" con il presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone "su Expo e Mose e su tutte le grandi opere italiane".
 
L'Expo di Milano, a meno di due mesi dall'inaugurazione, è tra i primi dossier che sta studiando il neoministro."E' una grande sfida che siamo riusciti a raddrizzare abbastanza dopo un momento di difficoltà". C'è anche il tempo per una battuta sulla ricostruzione della città dell'Aquila, a sei anni dal terremoto che l'ha distrutta: "E' una priorità. L'Aquila ha molte risorse che abbiamo stanziano. Ce la farà. Sarà ricostruita molto bene".
 
Dalle colonne di Repubblica ha voluto smentire qualsiasi dissapore con il premier Matteo Renzi: alcuni retroscena circolati nei mesi scorsi raccontavano di tensioni e divergenze con l'inquilino di Palazzo Chigi. "Ho trascorso con Renzi l'intera mattinata (di ieri, ndr). E anche questa decisione, come le altre, l'abbiamo presa assieme. Lui e io siamo come fratelli". Poi ha aggiunto: "La freddezza con Renzi è pura invenzione. Invenzione di sana pianta".
 
In realtà la scelta di Delrio non è stata casuale. Renzi in quella casella aveva bisogno di un fedelissimo come lui, renziano della prima ora, per cercare di riorganizzare un ministero finito al centro dei riflettori con lo scandalo Grandi Opere. Resta però ancora aperto il nodo rimpasto: due caselle cono ancora vuote, quella di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai fondi europei lasciata libera da Delrio e quella di Ministro degli Affari Regionali, vacante da quando si è dimessa Maria Carmela Lanzetta. Ncd per quest'ultimo posto, che vorrebbe appesantito con la delega al Sud e ai fondi europei, ha proposto l'ex ministro Gaetano Quagliariello, ma il premier insiste per la nomina di una donna: in pole position ci sono la centrista Dorina Bianchi (ex Pdl ed ex Pd) e la portavoce Ncd Valentina Castaldini. Al posto di Delrio invece la corsa sembra essere a tre: Ettore Rosato, vicecapogruppo vicario alla Camera Pd, Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, e Claudio De Vincenti, già viceministro allo Sviluppo Economico con i governi Monti e Letta.
 

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